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Come trovare contromisure all’annoso problema dei danni da ungulati

  • 6 feb
  • Tempo di lettura: 4 min

È la collaborazione tra le parti, agricoltori e Ufficio della caccia e della pesca, a risultare fondamentale per arginare il problema. Sono fondamentali le misure di protezione, la comunicazione tra le parti e trovare strategie per motivare i cacciatori.


Recinto contro i cervi in un vigneto di Bedano.
Recinto contro i cervi in un vigneto di Bedano.

Nella serata di giovedì 29 gennaio a Mezzana, organizzata dalla Sezione Federviti di Mendrisio in collaborazione son la Società agricola del Mendrisiotto e l’Ufficio della caccia e della pesca (UCP), Gioele Pinana (UCP) ha esposto a grandi linee le mansioni dell’Ufficio cantonale: vale a dire la gestione della fauna selvatica, che ha tra i suoi obbiettivi anche quello di contenere i danni che causa alle colture. Pinana ha chiarito come la base legale sia di fatto federale, ma ha sottolineato che i Cantoni hanno una discreta libertà di manovra, ampiamente utilizzata dal Ticino ad esempio in tempi recenti, con l’estensione dei periodi riservati alla caccia speciale al cinghiale.


Gli strumenti principali messi in campo per regolare la presenza dei selvatici sul territorio sono: la caccia alta, quella tardo autunnale, la caccia speciale appunto e la guardiacampicoltura. E se la prima ha obiettivi più che altro quantitativi, le altre sono invece di qualità, pensate «per raggiungere i limiti fissati dai piani d’abbattimento». Ma se tutte le attività venatorie contribuiscono a ridurre la pressione dei selvatici sulle colture agricole, in particolare vigneti e cereali, quella che coinvolge più da vicino viticoltori e agricoltori è la guardiacampicoltura, che prevede prelievi mirati di animali problematici, o capi viziosi, che compromettono in maniera consistente il raccolto.


Recinzioni, indennizzi e il concetto di “Ragionevolmente esigibile”

Dopo aver chiarito che a impattare maggiormente sulla produzione agricola cantonale sono i cervi, attivi in tutte le fasi vegetative della vigna, e i cinghiali, che invece si manifestano soprattutto quando l’uva è matura, ma anche caprioli, tassi e volpi, Gioele Pinana ha spiegato che «il deterrente più efficace sono le recinzioni», che vanno concepite in base all’ungulato presente. Se il cervo arriva infatti a saltare oltre i due metri d’altezza, il cinghiale tende invece a spingere dal basso. La recinzione ideale per contenerli entrambi è quindi quella con il reticolo d’armatura nella parte bassa e le bande elettrificate in alto. È stato inoltre ricordato che per realizzare le recinzioni va contattato l’Ufficio tecnico comunale e non l’Ufficio della caccia e della pesca. E, al riguardo, molte indicazioni specifiche sono reperibili digitando in un motore di ricerca Linee guida per la costruzione di recinzioni per prevenire i danni causati dalla fauna selvatica, che permette di scaricare un documento dettagliato su come procedere quando si decide di costruire una recinzione.


Una volta assodato che le recinzioni sono le uniche misure efficaci a proteggere le colture, è stato chiarito come rientrino in quella “prevenzione” che viene richiesta ai coltivatori. Gli indennizzi verranno infatti corrisposti in relazione a quanto è stato fatto per ridurre al minimo i danni alla coltura. Ovviamente si considera «l’onere della protezione in relazione al valore della coltura», ha chiarito Pinana, ribadendo un principio di buon senso che è anche punto di incontro tra le esigenze di chi coltiva e quanto richiesto dall’Ufficio della caccia e della pesca secondo il principio di quanto sia “ragionevolmente esigibile”. In quest’ottica si inseriscono anche la tempestività e la completezza delle informazioni relative ai danni subiti per permettere di migliorare l’efficacia degli interventi e la distribuzione degli indennizzi. A questo proposito, in termini di comunicazione, Pinana ha ricordato che se si vuole valutare l’entità di un danno, bisogna comunicarlo per tempo e in modo chiaro all’Ufficio della caccia e della pesca perché oltre al guardiacaccia è necessaria la presenza del perito.


Situazioni molto diverse tra loro e l’urgenza di trovare incentivi alla Guardiacampicoltura

Anche se è stato chiarito fin da subito che esistono situazioni molto diverse in base a dove ci si trova: un conto è avere una parcella al margine del bosco e un altro invece è averla in mezzo all’abitato, le questioni di come possa risultare complicato lavorare quotidianamente in piccole parcelle recintate o di quanto sia difficile ricevere il permesso d’abbattimento per un capo vizioso che si muove vicino all’abitato sono risultate le più sentite da parte dei presenti. In particolare per la Guardiacampicoltura. Per i profani: se un coltivatore vede un cervo, magari poco prima della vendemmia, entrare più volte nel suo vigneto, può avvisare il guardiacaccia di zona e chiedere un abbattimento mirato. A quel punto il guardiacaccia allerta dei cacciatori a cui viene assegnata la parcella e la linea di tiro con l’obiettivo di abbattere quel determinato esemplare.


Al di là delle tempistiche richieste per l’intervento, circa un paio di giorni, e della possibilità che il selvatico nel frattempo si sia spostato, il problema principale, in base a quanto emerso dalla serata, sembra consistere nel riuscire a trovare cacciatori disposti a passare una determinata notte a fare la guardia a un campo o a un vigneto. Con lo stile di vita odierno è davvero difficile avere persone motivate che mettano a disposizione una nottata intera per pura passione venatoria. In chiusura di serata, prima di un bicchiere di rosso bevuto in compagnia, si sono cercati possibili strumenti per incentivare questo tipo di caccia, senza però arrivare a formulare ipotesi definitive. Nei prossimi mesi la Federviti farà pressione proprio su questo tema perché si arrivi a dei miglioramenti del risultato ottenuto con gli interventi della guardiacampicoltura. 

 

Procedure UCP

Nonostante i momenti informativi, non è sempre semplice orientarsi tra procedure, permessi di costruzione e sussidi per il materiale utilizzato in caso di danni causati dalla fauna selvatica. Per questo è fondamentale fare riferimento al sito internet dell’Ufficio della caccia e della pesca (UCP) e utilizzare le procedure online, segnalando i danni o le domande di indennizzo o di sussidio per nuove recinzioni in modo tempestivo, con dati precisi e completi.

Procedure online UCP:


Ufficio - UCP (DT) - Repubblica e Cantone Ticino.

-          segnalazione dei danni causati dalla fauna selvatica

-          richiesta di intervento e relativi moduli

-          richiesta di sussidio per materiale protettivo (nuove recinzioni) e prescrizioni (Linee guida per la costruzione delle recinzioni)

-          richiesta di indennizzo per i danni subiti


In fase di studio per la costruzione di una recinzione è importante consultare il guardiacaccia locale e l’Ufficio tecnico comunale, preparare un progetto, ottenere la licenza edilizia, allestire un preventivo dei costi e presentare la domanda di sussidio prima dell’inizio dei lavori.

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