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Con un piede in aula e uno nel fieno

  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 5 min

In una torrida giornata di fine giugno, il fresco della stalla di Malvaglia offre un piacevole rifugio dalla calura. Gli animali, però, non ci sono: vacche, capre e pecore sono già salite all’alpe. Ad attendermi c’è Icaro Benzonelli, 24 anni, agricoltore di Malvaglia e docente al Plantahof.

Icaro Benzonelli in stalla a Malvaglia.
Icaro Benzonelli in stalla a Malvaglia.

Bastano pochi minuti di conversazione per capire che l’agricoltura è il filo conduttore della sua vita. Cresciuto nella stalla del padre, fin da bambino sapeva che il suo futuro sarebbe stato accanto agli animali. «Da piccolo mi piacevano anche i cantieri», dice sorridendo, «ma sapevo già che avrei fatto il contadino».


Il padre, carpentiere di professione, ha sempre affiancato al proprio lavoro l’allevamento degli ovini, trasformando quella che era nata come una passione in una piccola azienda agricola. Un esempio che ha inevitabilmente lasciato il segno, tanto che Icaro ha deciso di raccoglierne il testimone. Tuttavia, fin da piccolo, ha rivolto il proprio interesse alle vacche: «Siccome a casa avevamo soprattutto pecore, da ragazzino andavo ad aiutare anche un allevatore di Olivone. Era il modo per stare vicino agli animali che mi affascinavano di più».


Investire sul futuro

Dopo l’apprendistato al Plantahof a Landquart, concluso con l’AFC di agricoltore, la maturità professionale, prosegue gli studi alla BFH-HAFL di Zollikofen. Una decisione sostenuta anche dalla madre, convinta che la formazione potesse aprirgli nuove opportunità.

Studiare Oltralpe gli permette anche di imparare il tedesco, una competenza che considera fondamentale nel settore. «Il mondo agricolo ticinese è fortemente collegato al resto della Svizzera. Basta pensare al commercio di bestiame: molti operatori parlano tedesco e conoscere la lingua facilita molto il lavoro. Imparare il tedesco è quindi un investimento per il futuro».

Quando arriva il momento di scegliere la specializzazione degli studi alla HAFL, non ci sono dubbi. «Per me era molto chiaro quale indirizzo volevo seguire: quello della produzione animale e dell’allevamento». E proprio durante gli studi, quasi per curiosità, segue anche un modulo dedicato all’insegnamento e alla consulenza agricola. Una scelta che gli apre presto le porte dell’insegnamento.

Visita alle pecore in alpeggio. Foto: Icaro Benzonelli.
Visita alle pecore in alpeggio. Foto: Icaro Benzonelli.

Dietro la cattedra

A soli ventitré anni Icaro torna al Plantahof nelle vesti di docente, insegnando tutto ciò che riguarda la produzione animale, con particolare attenzione al foraggiamento e alla salute animale. «Si parte dall’apparato digerente degli animali, per arrivare all’alimentazione, alla gestione della mandria, alla prevenzione delle malattie, fino alla genetica e al benessere animale», spiega.


L’inizio della carriera non è stato privo di emozioni: «La prima lezione che ho tenuto, ero più giovane di tutti gli allievi. All’inizio un po’ di timore c’era». Il timore iniziale, però, ha lasciato presto spazio a un rapporto costruito sulla fiducia e sul rispetto. Essere stato studente fino a pochi mesi prima gli permette ancora oggi di ricordare quali argomenti interessano maggiormente e quali risultano più difficili. Per questo propone lezioni concrete e coinvolgenti, arricchite dagli esempi tratti dal lavoro quotidiano in azienda e dall’esperienza maturata durante l’apprendistato. «Se gli studenti sono coinvolti, imparano molto meglio», spiega. È proprio il rapporto con i giovani l’aspetto che più apprezza del suo lavoro. Racconta di imparare molto anche dagli studenti e di trovare grande soddisfazione nel poter contribuire al loro percorso professionale. «La parte amministrativa, invece, mi piace un po’ meno», conclude scherzando.

Mucca più vecchia del gruppo e capogruppo. Foto Icaro Benzonelli.
Mucca più vecchia del gruppo e capogruppo. Foto Icaro Benzonelli.

La stalla resta casa

Nonostante il lavoro nei Grigioni, ogni settimana Icaro rientra a Malvaglia, dove continua a gestire l’azienda insieme al padre. «Entrambi lavoriamo a tempo pieno fuori azienda, ma la stalla richiede attenzione tutti i giorni. Non insegno tutti i giorni della settimana e questo mi permette di organizzarmi con il lavoro in azienda».

L’azienda conta un centinaio di pecore fattrici, oltre a una ventina di capre, attualmente all’alpe in Valle Malvaglia. Le pecore si trovano sulla Boggia di Panei, mentre le capre sono all’alpe di Pozz. Icaro ha coltivato anche la sua più grande passione per i bovini e la genetica formando un piccolo gruppo di una decina di capi di diverse razze, tra cui Limousine, Charolais, Simmental e Razza Bruna. «Sono del pensiero che sia meglio avere animali sani e di qualità, riuscendo ad alimentarli principalmente con il foraggio prodotto in azienda, piuttosto che puntare sulla quantità. Così si riesce a gestire meglio tutto. Mi piace cercare di migliorare continuamente il mio allevamento». La scelta di allevare bovini da carne non è casuale: permette infatti di conciliare meglio l’attività agricola con i rispettivi impegni lavorativi.


L’azienda è ancora intestata al padre, ma oggi le decisioni vengono prese insieme. «Sento spesso racconti di giovani che fanno fatica a trovare spazio nelle aziende di famiglia. Io, invece, ho sempre avuto la possibilità di proporre le mie idee.» Se il padre porta l’esperienza e una visione più tradizionale, Icaro contribuisce con le competenze maturate durante l’apprendistato e gli studi. Convincerlo, però, non è sempre immediato. «Una volta ho preso in prova un nuovo macchinario per la fienagione di montagna (il Twister) senza dirgli niente, perché non era per nulla d’accordo. Solo dopo averlo visto all’opera ha cambiato idea», sorride. «Ogni tanto devo insistere un po’, ma alla fine troviamo sempre un punto d’incontro».


Tra passioni e appuntamenti

Anche fuori dal lavoro il pensiero di Icaro torna sempre all’agricoltura. Il tempo libero significa spesso salire all’alpe, fare fieno o seguire gli animali. Quando può dà anche una mano a Marco Togni, di Semione, nella preparazione delle vacche Bruna per le esposizioni, un’altra occasione per condividere la sua passione con altri allevatori.

L’impegno prosegue anche nel Gruppo Giovani Allevatori Ticino, di cui è vicepresidente. L’associazione, rilanciata negli ultimi anni, organizza attività per creare occasioni d’incontro tra giovani allevatori e avvicinare il pubblico al settore. Tra i prossimi appuntamenti c’è la Giornata agricola leventinese, dove il gruppo sarà impegnato nella gestione della cucina e del bar.


Uno sguardo al futuro

Icaro Benzonelli con Rebecca, prima mucca acquistata, e una parte del resto della mandria molto curiosa, all’alpe in quel di Quarnei.
Icaro Benzonelli con Rebecca, prima mucca acquistata, e una parte del resto della mandria molto curiosa, all’alpe in quel di Quarnei.

Sul futuro preferisce non fare programmi troppo rigidi. «Le cose cambiano in fretta», osserva. Una certezza, però, c’è: l’insegnamento gli piace, ma il sogno resta quello di rilevare un giorno l’azienda di famiglia. «Sarebbe bello riuscire a vivere di agricoltura, anche se non è facile. Bisogna fare bene i conti per poter andare avanti. Per il momento cerco un equilibrio tra i due lavori e, in futuro, mi piacerebbe mantenere un piede in aula, ma dedicare sempre più tempo all’azienda agricola e alle mie passioni».

Prima di salutarci il discorso torna inevitabilmente sulla stagione in corso e sulla siccità, che quest’anno ha messo in difficoltà molte aziende agricole. Per fortuna, racconta, sono riusciti a raccogliere un buon fieno, sia dal punto di vista della qualità sia della quantità. Poi sorride e aggiunge: «Quando passi tutta la giornata a fare fieno e la sera finalmente arriva la pioggia, ed il fieno è tutto in cascina, vai a letto stanco, ma contento. Proprio come mi è successo ieri, è una bella soddisfazione».

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