Fino a 39’000 franchi di finanziamento per le idee rivoluzionarie nel settore agroalimentare
- 13 feb
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Il progetto Future Food Farming di Innovation Booster promuove, finanzia e accompagna iniziative pionieristiche nella filiera agroalimentare. Il mandante è Innosuisse, l’agenzia svizzera per la promozione dell’innovazione su incarico della Confederazione. Dopo l’incontro di Lugano lo scorso gennaio, ne sono previsti ancora in altre regioni svizzere.

L’alto numero di parole in inglese può spaventare. Ma alla base c’è sempre l’agricoltura. Anch’io, personalmente, prima di partecipare al laboratorio di idee organizzato lo scorso 28 gennaio a Lugano, ho avuto il timore di confrontarmi con gli ultimi concetti tecnologici: intelligenza artificiale, sistemi di tracciamento digitale o fabbricazione di precisione. E invece – non del tutto perché in realtà al monitoraggio digitale per incrementare la tracciabilità dei prodotti si è accennato – sono rimasto piacevolmente sorpreso.
E questo perché la maggior parte delle sfide identificate dalle persone presenti a Lugano riguardavano la relazione tra consumatore e produttore, e soprattutto non si è mai palesata quella dinamica – spesso vissuta da alcune correnti del settore agricolo – in cui le decisioni vengono sviluppate senza interpellare il primario.
Il bando di concorso
Questi eventi organizzati dall’Innovation Booster per l’agrifood del futuro servono a ricevere le informazioni di base per elaborare un’idea, conoscere altre persone del settore agroalimentare e, dopo avervi partecipato, permettono di sottoporre un’idea per ottenere il finanziamento ed un sostegno per un valore di circa 39’000 franchi. Durante questi laboratori, per esempio a Lugano, siamo stati divisi in gruppi per affrontare insieme una problematica scelta. Le sfide generali individuate dalla fondazione Innovation Booster Future Food Farming riguardavano: una «produzione che riduce gli sprechi», per esempio invertendo la dinamica di offerta e domanda e dunque «producendo su richiesta»; il desiderio a parole dei consumatori, che spesso fatica a concretizzarsi in azioni, di «alimenti prodotti secondo standard più ecologici»; oppure come «ridare maggiore valore alla produzione alimentare», perché come ha ricordato la rappresentante del progetto Future Food Farming, Marina Helm, «gli svizzeri spendono in media il 6% del proprio stipendio nell’alimentazione, ma soprattutto, anche il tempo dedicato ad essa è sempre minore». In generale la domanda a cui si cerca di dare una risposta è: «come ridurre la distanza fra agricoltori e consumatori per raggiungere un sistema alimentare più resiliente e sostenibile?»
Ammissibilità delle idee
Come detto, per poter sottoporre un’idea per il bando di concorso è necessaria la partecipazione a uno dei laboratori, che è gratuita. Ma per evitare che la gente si iscriva senza poi presentarsi, ai partecipanti viene chiesto di versare una quota d’iscrizione di 100 franchi che verrà restituita dopo l’incontro. L’occasione di partecipare all’evento di Lugano è ormai passata, ma per chi volesse ci sono ancora tre incontri in Svizzera: il 28 febbraio nell’ambito dello Slow Food Markt di Zurigo, il 16 marzo a Basilea con l’associazione forum dell’alimentazione e il 19 marzo a Vevey nell’ambito di SHIFT Vaud. Ogni evento avrà un proprio tema centrale. Per esempio a Basilea sarà la tutela del suolo, sempre in relazione alla riduzione della distanza fra produzione e consumo. A Zurigo invece ci sarà un confronto diretto con il pubblico della fiera, mentre a Vevey ci saranno quattro aree tematiche che vanno dal riciclo delle bottiglie di vino, al paesaggio alimentare, al cambiamento climatico o all’agricoltura comunitaria. Più in particolare, per riassumere le caratteristiche che devono avere le proposte, queste devono «avere il potenziale di trasformare e cambiare la situazione attuale», in altre parole, che siano rivoluzionarie a tal punto da essere dirompenti. Poi, deve esserci «una domanda di ricerca pertinente: mirata, specifica e ricercabile» e, come detto, devono «dimostrare potenziali ponti tra agricoltori e consumatori». Le idee devono inoltre essere presentate come parte di un team o come singolo individuo aperto a collaborare con altri. Per le proposte accettate seguirà un percorso di incubazione in cui, assieme a consulenti esperti, verranno sviluppati ulteriormente i progetti. Infine, per quelli più validi, inizierà il periodo di attuazione con il finanziamento ottenuto.
Marina Helm ha spiegato che le idee non devono per forza scaturire ed essere elaborate durante gli eventi. La maggior parte delle volte i partecipanti hanno già in mente un’idea. L’incontro serve a meglio comprendere la radice delle problematiche, stimolare il dialogo e a conoscere persone e eventuali partner di progetto. E dopo i laboratori c’è sempre un periodo di tempo per sviluppare le proposte prima di candidarle.
L’esperienza di Lugano
Al laboratorio di Lugano dello scorso mese, hanno partecipato 24 persone provenienti da diversi ambiti della filiera agroalimentare, tra cui ricerca, produzione, trasformazione e gastronomia. Tra i partecipanti era presente anche Giovanni Zanini, che gestisce un’azienda agricola a Genestrerio e che nel dibattito ha portato l’esperienza quotidiana della produzione agricola. Un contributo che ha aiutato a mantenere le discussioni ancorate alla realtà operativa delle aziende agricole, riportando l’attenzione sulle condizioni concrete in cui il settore primario è chiamato oggi a operare. Sono emersi temi centrali come i costi di produzione, i margini economici sempre più ridotti per gli agricoltori e la distanza che talvolta separa le soluzioni teoriche dalla loro applicazione sul campo. Ne è nato un dialogo costruttivo composto da competenze e punti di vista distinti, ma che erano accomunati dallo stesso obiettivo: un’alimentazione valorizzata e di qualità. In questo contesto, è emerso da più parti che ridurre la distanza fra produttori e consumatori avrebbe un ruolo importante. Si può quindi affermare che l’esercizio di sviluppo delle idee proposto al laboratorio di Lugano abbia dato i suoi frutti, perché la conclusione a cui si è giunti corrispondeva alla domanda di partenza. Ora servono soltanto le soluzioni per affrontare questa sfida.
Per maggiori informazioni sul bando di concorso, sui dettagli dei prossimi incontri, e sulle idee che hanno passato la prima fase di selezione gli scorsi anni, l’invito è quello di visitare la pagina web
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