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Fra condizioni quadro e opportunità: Giornata cantonale dell’agriturismo

  • 5 dic 2025
  • Tempo di lettura: 5 min

Lunedi 24 ottobre a CatiBio a Sant’Antonino, in una giornata ricca di interventi, si è parlato di potenzialità, attività accessorie e collaborazioni nell’ambito del settore agrituristico.


«Produrre cibo è la cosa più meravigliosa che si possa fare. Si prende qualcosa di esterno a noi, e la mettiamo dentro di noi. E se non lo facciamo moriamo»: con queste parole ricche di significato, il direttore di Caritas Ticino, Stefano Frisoli, ha parlato dell’importanza della produzione e della vendita. Anche in relazione all’esempio di agricoltura sociale condotto da CatiBio. Il direttore ha spiegato che la loro associazione si autofinanzia al 70% – a differenza di altre ONG che sono interamente sovvenzionate dallo Stato – e in questo contesto la produzione è fondamentale per garantire la dignità delle persone («svantaggiate, a basso potere contrattuale e a rischio di emarginazione») che lavorano presso CatiBio. Senza incentivo economico non ci sarebbe la necessità di impegnarsi nel lavoro. E lo stesso discorso vale anche per l’agricoltura in generale. Come spiegato da Frisoli, «Nonostante chi coltivi o allevi faccia anche presidio del territorio, la produzione alimentare deve rimanere centrale».


Anita Tomaszewska, durante l’introduzione alla giornata.
Anita Tomaszewska, durante l’introduzione alla giornata.

Potenziale dell’agriturismo

È stata una giornata ricca di interventi quella organizzata lunedì 24 novembre da Anita Tomaszewska, responsabile del Centro competenze agriturismo dell’Unione Contadini Ticinesi. I relatori provenivano sia dall’interno del settore, sia da fuori. E il principale concetto emerso è che, se le condizioni quadro lo permettono, c’è molto potenziale ancora non sfruttato per le offerte agrituristiche. Il primo a parlarne è stato il Caposezione dell’agricoltura Daniele Fumagalli, ricordando che «gli agriturismi rappresentano un importante e privilegiato punto di contatto fra settore primario e turisti e residenti». Ha rimarcato l’importanza del contesto agricolo e il beneficio della vicinanza con la natura e i suoi ritmi. Per le famiglie contadine questo concetto può sembrare scontato ma per i cittadini non lo è, «che difatti cercano e apprezzano sempre più la prossimità e le esperienze a contatto con il mondo rurale». Il direttore dell’Organizzazione Turistica Regionale (OTR) Bellinzonese e Alto Ticino, Juri Clericetti, per evidenziare il potenziale ha riportato il dato che nel 2024 ci sono stati “soltanto” circa 4’000 pernottamenti negli agriturismi, di fronte ai 29’000 registrati negli alberghi solo nel mese di luglio 2025. Altri due pilastri del turismo relazionati all’agricoltura sono le escursioni e la cucina autentica. A tal proposito l’OTR collabora con Ticino a Te nel progetto delle Agriesperienze, che consiste in passeggiate, visite guidate, degustazioni e altro per avvicinare la cittadinanza alla produzione del paesaggio alimentare e ai suoi prodotti. Per parlare di questo progetto, ha preso la parola Sibilla Quadri, direttrice del Centro di Competenze Agroalimentari Ticino, che ha anche rinnovato l’invito a iscriversi a Ticino a Te, la piattaforma on-line gratuita per le aziende agricole per raggiungere una maggiore visibilità per i propri prodotti e le offerte agrituristiche. Sibilla Quadri ha inoltre presentato i nuovi spot pubblicitari che vengono trasmessi in Tv, sui social media e al cinema, e che possono essere visionati su www.ticinoate.ch.


Offerte di glamping e limiti amministrativi

«I turisti cercano esperienze autentiche e immersive. E il contesto agricolo è ideale»: Yannick Türkyilmaz della Green Scenic ha presentato il proprio progetto di campeggi “di lusso”. L’imprenditore ha mostrato alcune immagini suggestive di strutture che potrebbero essere installate in contesti agricoli: cupole panoramiche, micro-cabine di legno, container vetrati, jacuzzi, saune esterne, yurte, che possono essere accompagnati da servizi aggiuntivi come pasti, escursioni e altro. Si tratterebbe di affidarsi a qualcuno di esterno, come l’azienda di Yannick, che si occupi di tutta la gestione operativa delle “camere” (pulizie, prenotazioni, promozione) in cambio di una quota dei ricavi. Gli investimenti da parte delle aziende agricole possono variare, da circa 6’000 franchi, per una proposta semplice, in su. Siccome si tratta di lavorare principalmente su terreni non edificabili, l’aspetto normativo va valutato caso per caso. «Fuori dalla zona edificabile, dove di principio non è possibile costruire», il Caposezione Daniele Fumagalli ha ricordato ai presenti che, «oltre alle edificazioni da parte di agricoltori per scopi agricoli, è possibile autorizzare anche attività accessorie di agriturismo svolte dall’agricoltore all’interno del nucleo dell’azienda agricola. L’importante è che il carattere di azienda agricola rimanga essenzialmente immutato e che il reddito massimo dell’attività accessoria resti a complemento di quello generato dall’attività dell’azienda. Il limite di superficie è di 200 mq se viene trasformato un edificio già esistente oppure, nel caso in cui non si possano riutilizzare o trasformare spazi esistenti nel centro aziendale, è possibile realizzare al massimo 100 mq nuovi».


Inglesismi, co-working e decarbonizzazione

Un’altra proposta per diversificare l’attività agricola l’ha presentata Francesca Prospero Cerza, di Coworkingbar.ch. Anche lei è partita dal presupposto che molti cittadini oggi cercano una cornice come quella agricola. E la sua proposta riguarda l’offerta di spazi in cui sia possibile lavorare da remoto. L’imprenditrice gestisce infatti una piattaforma on-line dove vengono presentate varie strutture, come per esempio alberghi, che possiedono sale da affittare con l’infrastruttura di base necessaria per i “nomadi digitali”: la gente che lavora da remoto da qualsiasi luogo. Anche in questo caso si possono proporre servizi extra come pasti con prodotti dell’azienda, pernottamenti e altro. Riguardo al costo per far parte della piattaforma, la relatrice ha parlato del «prezzo di mezzo caffè al giorno per un anno». Dunque, considerando un prezzo di 2 franchi e 50, presumibilmente l’iscrizione alla piattaforma costa circa 450 franchi all’anno.


Un’altra presentazione riguardava le strutture energetiche e le soluzioni di decarbonizzazione, e il relatore Cristian Colombini, di Galli Engeneering, ha esposto alcune soluzioni “green” come il fotovoltaico o la valorizzazione della biomassa, ricordando che ci sono sovvenzioni federali che coprono fino al 50% dei costi dell’investimento.


Nuova certificazione e Donne Contadine

Infine è stata presentata la direttiva che permette di riconoscere le buone pratiche di responsabilità sociale delle aziende agricole, di cui la Sezione dell’agricoltura aveva parlato su queste pagine nell’edizione del 10 ottobre: «Si tratta della possibilità di riconoscere alle aziende agricole, grazie a 21 buone pratiche, il proprio impegno negli ambiti dello sviluppo sostenibile: sociale, economico e ambientale. La partecipazione è facoltativa. Per poter accedere a una maggiorazione tra 100 e 3’000 franchi di contributi cantonali concessi nell’ambito delle migliorie strutturali, vi è anche la possibilità di far certificare il raggiungimento delle buone pratiche da parte della Camera di commercio. Il costo per l’accompagnamento è di 300 franchi per una certificazione che dura 3 anni».


Durante la giornata hanno preso parola anche Kira Ghidoni dell’Osteria Bisnona e Alice Ambrosetti, presidente delle Donne contadine ticinesi. La chef Ghidoni ha parlato dei prezzi dei prodotti alimentari, troppo spesso sottovalutati, e ha ringraziato tutti gli agricoltori e le agricoltrici per il loro lavoro. Alice Ambrosetti ha ricordato con orgoglio che hanno uno dei pochi comitati con la lista d’attesa per entrare a farne parte, ma che sono sempre alla ricerca di nuovi membri: agricoltrici, parenti di famiglie contadine ma anche sostenitrici o simpatizzanti. La quota è di 20 franchi all’anno.

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