«Il diploma sancisce la responsabilità di gestire il mondo di domani»
Sabato 5 settembre si è celebrata a Mezzana la consegna dei diplomi dell’anno scolastico 2025/26. Tra applausi, discorsi ufficiali e un aperitivo adeguato alle condizioni morfologiche locali (a km ticinese, per intenderci), i neodiplomati e le neodiplomate hanno concluso formalmente la propria formazione di base.

«Chi troppo studia, pazzo diventa»: diceva così, tanti anni fa, Marzio Genini a un giovanissimo Sem Genini che avrebbe poi intrapreso una carriera accademica, in barba alle indicazioni del padre. Ma non è del Segretario agricolo cantonale che si vuole scrivere in questa sede, la cui frase riportata in entrata ha fatto parte del suo discorso di sabato mattina, tenuto sotto il sole cocente fra le corti dell’istituto, proprio per esprimere il concetto opposto di fronte ai nuovi professionisti del settore dell’agricoltura. Sem Genini ha infatti ricordato agli ex-apprendisti che questo traguardo rappresenta sia «una base per far fronte alle complesse e difficili situazioni del settore», sia «un trampolino di lancio per ulteriori studi». Tre sono stati i consigli che ci ha tenuto a fornire il direttore dell’Unione Contadini Ticinesi ai neodiplomati: «Siate ambasciatori e ambasciatrici positive di tutto il settore agricolo. Siate fieri di essere agricoltori. E partecipate attivamente alla vita delle associazioni e del settore, anche in gruppi di lavoro, perché ce n’è sempre più bisogno».
Dopo le tradizionali foto di rito sulla sfarzosa scalinata dell’istituto – che con le sue decorazioni rocailles e la vista aperta sull’orizzonte trasporta il visitatore a vivere l’esperienza della borghesia della Belle époque, con tanto di sguardo sui campi per fare emergere il carattere contemplativo, e non solo produttivo, del paesaggio – il direttore della scuola, Michele Fürst, ha preso la parola all’interno dell’aula magna. Il direttore si è rivolto a tutti gli studenti, citando il ruolo centrale dei «lavoratori del verde: non più figure di contorno ma protagonisti essenziali che gestiscono la natura come infrastruttura vitale per la sopravvivenza umana». Riguardo alle sfide che attendono i nuovi professionisti, Fürst ha accennato al «compito di mitigare il calore urbano con nuovi parchi, garantire la sicurezza alimentare con un’agricoltura resiliente agli eventi climatici e proteggere i boschi». «È fondamentale agire come custodi e non come padroni della natura, mantenendo un profondo rispetto etico anche verso colleghi e clienti»: ha aggiunto parlando del rispetto per l’ecosistema e le persone. Un invito a continuare ad ampliare le proprie conoscenze l’ha rimarcato anche Fürst. Perché, come si suol dire, non si smette mai di imparare. L’invito del direttore è di «viaggiare, anche fuori dalla propria zona di comfort, per apprendere tecniche all’avanguardia e riportare queste energie sul territorio». «La terra sulle mani e sugli scarponi deve essere motivo di fierezza», ha concluso il direttore, «il diploma sancisce la responsabilità di gestire il mondo di domani».

Ed ecco finalmente i nomi dei neodiplomati e delle neodiplomate. Ad aver conseguito un AFC come agricoltore/trice, con rispettiva media delle note, ci sono: Nadir Coppini con il 4,5; Pietro Dozio con il 5,3; Marco Maroni con il 4,7; Helodye Marzaro con il 4,2; Lorenzo Monti con il 4,4; Matteo Schuppli con il 5,2 e Julien Zazio con il 5,6 (miglior media). L’AFC come cantiniere l’hanno ottenuto Mauro Beer con il 5,1; Kilian Cremona con il 5,1 e Stefano Prevarin con il 4,9. I nuovi viticoltori con AFC sono invece Lilian Büsser con il 5 e Stefano Ostini con il 4,3. Come tecnologa del latte AFC si è diplomata Matilde Rigiani con la media del 5,8 (miglior media). Per quanto riguarda la formazione biennale CFP, si sono diplomati Massimiliano Tugnolo con il 4,8 come addetto alle attività agricole; come orticoltrici Sabrina Valeria Ferrari con il 4,7 e Katarina Lynnick con il 4,4; come viticoltore Simone Annunziata con il 4,7; e come custodi di cavallo Dafne Ambrosini con il 5,6 (miglior media), Lara Molterni con il 4,7; Maya Morillo con il 5,2 e Clarissa Pina con il 5,5. Infine, ad aver concluso la formazione nell’ambito dell’Art. 33, ci sono Alissia Benzoni, Martina Bossi, Michela Succetti, Davide Albisetti, Nicolas Moccettini e Sabrina Monti.
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