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Il sole al 1° maggio

  • 10 lug 2025
  • Tempo di lettura: 4 min

Alle nove del primo maggio mi avvio a piedi per arrivare a Pian Castro; l’aria è ancora fresca ma il cielo terso preannuncia una giornata calda. E infatti oggi una meteo perfetta ci accompagnerà tutto il giorno.


Matthias Vitali con Cadalbert’s Pete NOZZA, Miss Pian Castro e Miss Mammella dell’esposizione. 
Matthias Vitali con Cadalbert’s Pete NOZZA, Miss Pian Castro e Miss Mammella dell’esposizione. 

Già a quest’ora l’affluenza è alta; c’è chi sta curiosando tra le bancarelle, chi è venuto a dare una mano o chi non vuole perdersi l’inizio dell’esposizione.

Prima che cominci, decido di andare a parlare con tre compagni di asilo di mio figlio che faranno il giro con i vitelli. Lucio mi dice con orgoglio che lui la sua vitella Tombola l’ha allenata tanto e ha aiutato a lavare le vacche con la macchina del vapore.

Martin invece tirerà Panamela. Quando arrivo si sta esercitando avanti e indietro mentre aspetta il suo turno. Suo papà mi racconta con un sorriso che anche lui tirava i vitelli da ragazzo. «Io e i miei amici eravamo un po’ più grandi e dovevamo fare tutto da soli, che bei ricordi!». Per molti questa è una tradizione che passa da una generazione all’altra. 

Le prime tre classificate a Miss Mammella. Da sinistra: Simon Naef, Martina Cavargna, DARLINE con Milton Taddei, Matthias Vitali con NOZZA e Joel Vitali, Kenny Polti e JESSY, Sara Zaninelli e Patrick Gubelmann. 
Le prime tre classificate a Miss Mammella. Da sinistra: Simon Naef, Martina Cavargna, DARLINE con Milton Taddei, Matthias Vitali con NOZZA e Joel Vitali, Kenny Polti e JESSY, Sara Zaninelli e Patrick Gubelmann. 

Sophie invece mi spiega che aiuterà suo fratello grande a tirare la cavezza (è risaputo che senza l’aiuto dei bambini più piccoli, i fratelli grandi non se la cavano). Dopo la candida visione dei bambini, mi viene voglia di sentire come fosse questa esposizione per i bambini che ora sono diventati adulti e che hanno visto la fiera dai suoi albori. Per primo parlo con Ermelindo Taddei; ha 85 anni, due occhi vispi e lucidi, ed è stato uno dei promotori della fondazione di questa esposizione. Contrariamente a quanto immaginassi, questo evento non è stato travolto o stravolto dal tempo, «certo ci sono meno allevatori di 50 anni fa, ma la qualità delle vacche è aumentata, e anche la cura nel presentarle per la competizione; l’entusiasmo però è lo stesso e anche lo spirito di comunità che ne deriva». Sì perché adesso come allora un cardine per il successo del primo maggio sono tutti i volontari che si mettono a disposizione per rendere questa giornata una festa per tutti: donne contadine, cuochi e volontari.

«L’edificio dove adesso hanno allestito i tavoli all’interno per esempio», aggiunge, «era un casotto di un’impresa di costruzione qui in valle; l’abbiamo ritirato, smontato e trasportato qui. Non sarebbe stato possibile senza l’aiuto di chi si è messo a disposizione volontariamente con lo spirito di migliorare l’offerta dell’esposizione».

Rosetta Mandioni invece mi racconta che quando era piccola lei, le vacche venivano anche decorate con dei fiori in testa, e che si riceveva una piccola scultura in legno a forma di mucca.


Come si svolge l’esposizione? 

Alla mattina ci sono i lavori di classifica, in base alla categoria (vitelle, manzette, manze, vacche 1°, 2°, 3°, 4°, 5° parto, pezzate Red Holstein-Holstein e OriginalBraun). Gli animali vengono portati nel ring dove il giudice Patrick Gubelmann prende in considerazione varie caratteristiche morfologiche come l’apertura del costato, la conformazione della mammella e la linea dorsale. Nel pomeriggio invece si svolge l’elezione delle campionesse nelle categorie di Manze di Pian Castro, Miss Mammella, Miss Indigena e Miss Pian Castro. Oltre alla sfilata di vitelli e bambini. Quest’anno a tradurre in italiano le valutazioni del giudice c’era Simone Tabacchi

Marco Maroni con ADELE, che ha ottenuto il primo premio nella seconda categoria di vitelle. Foto: Anna Aspari.
Marco Maroni con ADELE, che ha ottenuto il primo premio nella seconda categoria di vitelle. Foto: Anna Aspari.

A mezzogiorno, c’è il tanto atteso pranzo: paioli caldi pieni di polenta fumano in attesa di essere spartiti nei piatti dei commensali, con formaggi o salumi. Tutto buonissimo, soprattutto quando viene gustato in compagnia. Per chi in valle ci abita questo è un momento per ritrovarsi tutti, ma il primo maggio di Pian Castro è diventato molto più che questo. Vedo targhe d’oltralpe, alcune anche francesi e olandesi, una piacevole sorpresa; c’è insomma chi arriva da lontano per assistere a questa celebrazione della vita contadina. 

In mattinata arrivano anche i trattori d’epoca, salutati con entusiasmo sia dagli appassionati che dai bambini, che fanno a gara a salirci quando vengono parcheggiati. Per chi non li ha visti, potrà ammirarli ai caseifici aperti di settimana prossima ad Aquila. C’è qualcosa per tutti, bancarelle con squisiti prodotti locali, piantine per l’orto, il gelato, gadget e artigianato, trattori moderni, macchine. In un angolo riparato ci sono anche i cavalli, per avere un primo approccio al mondo equestre. Non manca la musica, il gruppo Corni delle Alpi “I corni di Curzönas”, diretto dal maestro Mario Bozzini, si sposta infatti in varie aree per riempire con il suono tipico delle Alpi ogni angolo dell’esposizione. Verso le tre e mezza finiscono le premiazioni, è ora di riportare tutte le bestie alle rispettive fattorie; mentre si smonta tutto, gli organizzatori possono cominciare a rilassarsi e dedicarsi semplicemente a godersi il resto della giornata. 

Beatrice Bozzini, membro del comitato organizzativo, mi spiega che le prime riunioni per organizzare questa giornata iniziano a febbraio, e da lì non si fermano fino a maggio. Ora non mi resta che augurare a tutti buoni festeggiamenti, io mi porto a casa un bel ricordo e mentre si alza un lieve vento mi viene in mente quello che mi ha detto Ermelindo al mattino: «qui quando arriva da Nord si chiama vento, ma se arriva da Sud si chiama aria», non me lo posso scordare, vento e aria nel mio giardino vengono spesso a farci visita.

Milton Taddei, con DARLINE di Taddei Danilo e figli, Leontica. 
Milton Taddei, con DARLINE di Taddei Danilo e figli, Leontica. 

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