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La coltura del ciliegio

  • 10 lug 2025
  • Tempo di lettura: 6 min
Frutti della variet. Starkrimson pronte alla raccolta.
Frutti della variet. Starkrimson pronte alla raccolta.

L’anno scorso abbiamo parlato delle ciliegie in quanto alimento, oggi invece vi proponiamo un approfondimento sulla loro coltivazione.


Il ciliegio è un albero che si estende dalle zone calde del Mediterraneo fino alle regioni di montagna e al nord Europa. Gli egizi coltivavano le ciliegie dolci già nel 600 a.C. e anche i greci conoscevano questa coltura.

Nella famiglia delle rosacee troviamo tre specie botaniche di ciliegio: 

La prima è il Prunus avium, che in latino significa “Ciliegio degli uccelli” e da noi è il ciliegio selvatico; lo si trova in natura ed è diffuso dagli uccelli; l’albero è eretto e può raggiungere i 20 metri d’altezza. Al momento del risveglio vegetativo, la fioritura conferisce al paesaggio un attrattivo tocco di bianco.

La seconda è il Prunus cerasus, che produce delle ciliegie acide, dette anche amarene o marasche o visciole. L’albero ha una dimensione più piccola, attorno ai 5 metri d’altezza.

La terza è rappresentata da ibridi di Prunus avium e Prunus cerasus, e rappresenta la categoria più interessante dal profilo commerciale. Dopo la seconda guerra mondiale sono state selezionate delle varietà di maggior pregio.

Oggi con l’ibridazione si ricercano varietà più resistenti alla spaccatura e alla moniliosi (marciume), con frutti più grandi, più gestibili nelle operazioni di raccolta e in particolar modo con migliori qualità gustative.

A livello mondiale, molti paesi si dedicano alla ricerca di nuove varietà, come pure dei portainnesti che meglio si adattano alle diverse esigenze.

Suolo e clima

Bisogna evitare di piantare su suolo calcareo in quanto le foglie manifestano ingiallimenti clorotici. Il ciliegio esige dei suoli medi, profondi; sono quindi da evitare i suoli pesanti che causano asfissia radicale. Le amarene non richiedono un particolare tipo di suolo.

Il ciliegio è un albero rustico, resiste ai grandi freddi e solo le gelate primaverili sono nefaste, soprattutto in piena fioritura; a -2°C i fiori sono annientati.

Piogge eccessive in prossimità della raccolta causano la screpolatura dei frutti e di conseguenza l’insorgere della Monilia. Oggigiorno, con l’arrivo dei portainnesti deboli, che danno cioè piante piccole, le colture possono essere coperte. Questa operazione permette di evitare sia la screpolatura dei frutti, sia l’attacco del moscerino delle ciliegie, Drosophila suzukii.


Varietà

Nella scelta della varietà bisogna considerare l’epoca di maturazione per evitare di coincidere con il periodo di sviluppo della mosca delle ciliegie Rhagoletis cerasi. Non è sempre facile perché lo sviluppo della mosca segue l’evoluzione climatica.

La più precoce è la Bigarreau Burlat, duracina e di pezzatura grossa, l’inconveniente di questa varietà è che già all’inizio della colorazione dopo un forte temporale i frutti si spaccano. 

In precedenza, per evitarlo, si consigliava la Bigarreau Moreau: essendo la sua polpa più molle, risulta meno soggetta alla spaccatura.

Altre nuove varietà sono pure coltivate, fra queste le più precoci sono la Giorgia e la Kordia, mentre quelle più tardive sono la Hedelfinger e la Basler Adler. Fra le amarene troviamo la Griotte de Montmorency (rossa) e la Griotte du Nord (bruno-rosso scuro).

Per una più ampia gamma di varietà si può consultare il sito www.agroscope.ch.

Summit su Gisela 5.
Summit su Gisela 5.

Portainnesti

Il frutticoltore dispone oggi di una grande scelta di portainnesti; con lo scopo di intensificare la coltura in Ticino si ricorre al portainnesto Gisela 5, di origine germanica, che conferisce all’albero una vigoria (dimensione) ridotta del 50% rispetto al selvatico F12/1.

Il portainnesto Colt, selezionato alla East Malling Research Station, nel Kent, veniva utilizzato per i suoli pesanti, la sua vigoria è abbastanza elevata.

Il Maxma 14, selezionato in Francia, è di media vigoria, e favorisce una buona pezzatura dei frutti.

Altri portainnesti sono disponibili presso i vivaisti, la scelta va fatta in funzione delle condizioni locali. Tutti i portainnesti di debole a media vigoria facilitano i lavori nella potatura e nella raccolta.


Impianto

Nel progettare un nuovo impianto bisogna prevedere degli impollinatori, ciò ci consentirà di avere dei buoni raccolti. Le varietà duracine che sono autosterili (non si fecondano con il proprio polline), necessitano di una varietà impollinatrice, preferibilmente con frutti di bella pezzatura. Esistono pure delle varietà autofertili che non necessitano di impollinatori.

Oggigiorno la tendenza è di intensificare la piantagione adottando dei sistemi di allevamento che permettono una raccolta più rapida e dei lavori di potatura possibilmente senza l’uso di scale. Tutto ciò è possibile grazie al fatto che si dispone di portainnesti nanizzanti.

Impianto di ciliegi a fuso su Gisela 5.
Impianto di ciliegi a fuso su Gisela 5.

Forme d’allevamento

Nei terreni fertili si può adottare la forma a fuso con una distanza di 1.5 m sulla fila.

In Italia la forma più utilizzata è la palmetta innestata su portainnesti di media vigoria; questo sistema permette l’utilizzo di una piattaforma per tutti i lavori colturali di potatura e di raccolta.

In Spagna invece la forma predominante è il vaso con un’altezza di 2-3 m, la densità d’impianto è elevata: da 600 a 1’200 alberi/ha. I lavori di potatura vengono eseguiti durante l’estate.

Nelle operazioni di potatura bisogna assolutamente evitare di praticare dei grossi tagli; perché con l’andar del tempo le grandi ferite sulle grosse branche conducono all’insorgere del marciume. 

In generale la potatura sul ciliegio viene eseguita dopo la raccolta.


Ciliegeto a palmetta in Italia.
Ciliegeto a palmetta in Italia.

Malattie

Il ciliegio è considerato un albero rustico per l’hobbista, ma per il professionista è un albero delicato; poiché a parte le normali malattie, subisce dei deperimenti di difficile identificazione. Tra le cause si possono citare: l’asfissia radicale, i cancri batterici e la cattiva affinità tra il portainnesto e la varietà.

Un’altra avversità sono i virus che vengono propagati con le operazioni d’innesto; per evitare la trasmissione di questi patogeni, i grossi vivaisti coltivano le piante madri, dalle quali sono prelevate le marze, in tunnel protetti da reti anti-insetti.

Tra gli insetti che insediano il ciliegio durante la stagione troviamo l’afide nero (Mizus cerasi) che arriccia le foglie e le cui colonie possono essere presenti anche sui frutti al momento del raccolto.

La mosca della ciliegia (Rhagoletis cerasi), che danneggia soprattutto le varietà tardive, che maturano in giugno, depone all’interno del frutto un solo uovo dal quale nasce un verme bianco che ne causa poi il disfacimento. Si può trattare, è però importante rispettare il periodo d’attesa prima della raccolta. Con lo scopo di diminuire la pressione della mosca, all’inizio della colorazione dei frutti, nel frutteto famigliare si appendono sull’albero di ciliegio delle trappole di colore giallo.

Un’altra insidia è la Drosophila suzukii che depone le uova all’interno della polpa provocando il marciume del frutto. 

Oggigiorno le colture intensive di ciliegi sono protette dalle reti anti insetto e anche da un telo di copertura anti-pioggia. 

Cilindrosporiosi.
Cilindrosporiosi.

Nei giardini si può diminuire la pressione di quest’insetto posando delle trappole fatte con bottigliette in PET riempite per 1/3 con una soluzione di aceto di vino rosso e acqua del rubinetto in parti uguali, 2 cucchiai di zucchero di canna e una goccia di sapone liquido, meglio se non profumato. In corrispondenza della parte diritta della bottiglietta si praticano dei fori del diametro di 2-3 mm. 

La posa delle esche va iniziata già a fine inverno lungo tutto il perimetro del frutteto e si consiglia di rinnovare la soluzione ogni 2 settimane. 

Informazioni supplementari si possono trovare sul sito del Servizio fitosanitario cantonale www.ti.ch/fitosanitario.

Danno nel frutto causato dalla mosca della ciliegia.
Danno nel frutto causato dalla mosca della ciliegia.

Malattie crittogamiche

Tra le malattie parassitarie causate da funghi ne ricordiamo brevemente tre.

La Cilindrosporiosi (Cylindrosporium padi) colpisce le foglie. Durante il mese di maggio le foglie presentano dei puntini bruno-violacei.

La vaiolatura (Coryneum beijerincki) si manifesta già al momento del germogliamento e fino a maggio. I sintomi sono facili da individuare in quanto le foglie presentano piccoli fori.

La Monilia (Monilia laxa e Monilia fructigena) che nelle condizioni molto piovose provoca importanti marciumi sia dei fiori che dei frutti.


Raccolta

Le ciliegie si raccolgono a completa maturazione. I frutti da tavola devono essere raccolti con il peduncolo, mentre quelli per l’industria senza peduncolo. La raccolta deve essere eseguita con una certa accortezza per evitare di strappare le gemme, che sono gli organi che ci garantiranno la produzione del prossimo anno.

Per la vendita i frutti vengono calibrati, selezionati di colore omogeneo, e confezionati in imballaggi da 500 grammi o da 1 chilo.

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