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La grande intraprendenza degli allevatori di capre

  • 5 dic 2025
  • Tempo di lettura: 5 min

Oltre alle attività dell’associazione, all’assemblea del Centro Capra tenutasi giovedì 27 novembre ad Avegno, grazie alla partecipazione di alcuni tra i caprai più attivi della Svizzera italiana, ci si è confrontati su diversi temi che toccano da vicino il settore dell’allevamento del bestiame minuto e tutto il primario. Ma andiamo con ordine.


Capre all’Alpe Montoia- Foto Archivio Agricoltore Ticinese.
Capre all’Alpe Montoia- Foto Archivio Agricoltore Ticinese.

L’assemblea è stata aperta da Cristiana Vedova, allevatrice di Prato Sornico e membro di comitato dell’associazione che, dopo aver scusato gli assenti, ha dato la parola a Renzo Piezzi, il presidente, che ha subito ribadito «l’importantissimo lavoro svolto dagli allevatori di capre sul territorio: un lavoro che va ben al di là degli ottimi prodotti che tutti possiamo gustare», sempre apprezzati da chi in valle ci vive e dai turisti del cantone e d’Oltralpe. Sia Renzo Piezzi che Tiziano Maddalena, anche lui membro di comitato, hanno ricordato il sostegno importante dei Comuni della Valle Maggia che permettono il prosieguo delle diverse attività promosse dall’Associazione.


Attività dell’anno trascorso

Continua a funzionare bene la rassegna del capretto nostrano promossa nel periodo pasquale in collaborazione con Ticino a Tavola e l’Unione Contadini Ticinesi, così come la rassegna gastronomica della carne di capra giunta nel 2024 alla diciannovesima edizione. Anche la Rassegna gastronomica sulla carne di capra e la Festa dei cicitt, a cui hanno aderito nove ristoranti del Locarnese, ha riscosso un ottimo successo di pubblico, nonostante riuscire a reperire la carne di capra risulti sempre più difficile. L’accompagnamento alla salita all’alpe di Mergozzo è stato come sempre ben frequentato, «anche se c’erano quasi più persone che capre», come sottolineato da Tiziano Maddalena in riferimento al carico dimezzato di quest’anno, legato alle predazioni dell’anno scorso. Le attività per le scuole, condotte da Ramona Consonni nelle stalle di Viviana Laioli e Tiziano Maddalena, suscitano sempre la meraviglia delle classi che vi partecipano ed è «sempre bello vedere l’interesse dei bambini», che restano affascinati dagli animali e anche dal contesto rurale. «Quest’anno siamo anche riusciti a riproporre tutto il percorso completo, che segue le diverse stagioni della capra, cosa che lo scorso anno non eravamo riusciti a fare». La novità per il prossimo anno è rappresentata dal fatto che il terzo modulo del percorso, che comprende visita alla stalla, mungitura e trasformazione dei büscion, verrà seguito per la prima volta da un gruppo di anziani, tramite l’associazione Pro Senectute.


Una formagella di capra durante una degustazione-Foto Archivio Agricoltore Ticinese.
Una formagella di capra durante una degustazione-Foto Archivio Agricoltore Ticinese.

Molto apprezzato il concorso di formaggi caprini

Tra gli eventi seguiti con particolare passione dagli allevatori segnaliamo il concorso di formaggi caprini. Alla selezione quest’anno hanno partecipato 18 produttori con ben 77 prodotti e, a dimostrazione del buon livello medio raggiunto, sono state assegnate 35 medaglie. La classifica completa è stata pubblicata sull’Agricoltore Ticinese del 30 maggio ma rinnoviamo qui i complimenti ai primi classificati: Natascha Bettosini (Le capre del monte Pettine, Quinto) nella categoria Büscion e Cristiana Vedova (Sasso del Trave, Prato Sornico) nella categoria Büscion e formaggella, Francesco Marra con la sua ricotta (Delizie della mondina, Vogorno) Flavia Anastasia (Azienda dal Piz, Claro) che si è imposta sia nella categoria robiole sia in quella “altre Cagliate” con il suo Chevrotin e Michela Succetti (Al Basol, Lostallo) che ha ottenuto il miglior punteggio tra i formaggi.


All’assemblea della scorsa settimana ha preso parte anche Michele Vitali, presidente della giuria Atiaf, che ha sottolineato il buon livello di tutti i prodotti consegnati al concorso. «I formaggi caprini sono sempre più apprezzati e questo è un ottimo momento per ritagliarsi una nuova fetta di mercato», ha dichiarato Vitali, che ha anche invitato i presenti a pensare alla creazione di un marchio, così come a nuovi approcci nei confronti della clientela. «È sempre più importante saper raccontare il proprio formaggio, avvicinandosi a quanto viene fatto dai sommelier per il vino, magari indicando quali note aromatiche sprigiona un formaggio, come ad esempio l’aroma di latte fresco, burro fuso o erba tagliata». Molto interesse al proposito è stato dimostrato anche dai produttori presenti, che hanno valutato come attività per il prossimo anno, un modulo didattico di introduzione alle tecniche di degustazione del formaggio, così da capire da un lato che cosa cercano i giudici e dall’altro per poter sviluppare una competenza che risulta sempre più necessaria anche nella vendita.


Formazione, ricerca di personale e indirizzi utili

Tra i temi discussi nel corso dell’assemblea c’è stato anche quello della formazione. Sempre molto apprezzati i corsi di lavorazione del latte di capra tenuti a Mezzana da Patrizia Riva Scettrini e Jean-Luc Morier e, in particolare quest’anno la due giorni di escursione nelle valli del Bergamasco e del Lecchese pensata per il corso avanzati, che ha permesso di conoscere aziende che operano in un contesto e con modalità diverse rispetto a quanto si fa in Ticino, ma che hanno senz’altro convinto i partecipanti, soprattutto a livello di scambio e condivisione. Per continuare con la formazione è emerso inoltre l’auspicio legato alla creazione di corsi specifici a Mezzana per chi alleva bestiame minuto, così come per la formazione di pastori.


Reperire personale competente resta infatti uno dei principali problemi per gli allevatori di capre, sia durante la stagione all’alpe sia per trovare un rimpiazzo temporaneo in caso di necessità. Al riguardo sono state condivise alcune piattaforme utili, come ad esempio: la borsa del lavoro dell’Unione Contadini Ticinesi, www.agriticino.ch, oppure www.zalp.ch, o alpofon, www.ig-alp.org/alpofon o ancora www.ruralpini.it. Per la successione aziendale, in particolare al di fuori del nucleo famigliare, è invece stata menzionata la piattaforma www.kleinbauern.ch. Tutti strumenti utili. In conclusione, Tiago Ernst, attivo presso la Sezione dell’agricoltura ha ricordato che Giovedì 18 dicembre, a partire dalle 9.30, si terrà a Sonogno La giornata della capra, organizzata dalla Sezione dell’agricoltura. Tutti i dettagli sono riportati nei comunicati in fondo al giornale.


Il grande assente di giornata

Durante l’assemblea la presenza del lupo ha attraversato quasi tutti i temi che sono stati affrontati. Le conseguenze sono innumerevoli e vanno dalla difficoltà a trovare ancora carne di capra per i cicitt, al fatto che oramai per molti allevatori il pascolo intermedio con le capre è quasi un ricordo. C’è stato anche chi si è chiesto «chissà fino a quando potremo portare le capre all’alpe?». La situazione è davvero complicata e ad animar la discussione durante il pranzo che è seguito all’assemblea è stato soprattutto l’impiego di cani da protezione. Grazie all’esperienza decennale di Lorenzo Schärer, membro di comitato che ha preso i primi cani di guardiania una decina di anni fa, le domande da parte dei presenti si sono moltiplicate: si è parlato delle diverse razze di cani da impiegare, i corsi da seguire, gli esami e i costi da sostenere, come vanno sistemati i cartelli, come si evitano i conflitti con i turisti. Sono diversi gli allevatori che stanno iniziando a lavorare coi cani, con grande intraprendenza e disposti a mantenere quell’allevamento estensivo delle capre che tutti vorremmo, rimane però la grande questione della responsabilità che ricade esclusivamente sulle spalle dei contadini.

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