La Miss è una Toggenburger e il Mister una Nera Verzasca
- 27 mar
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Aggiornamento: 9 apr
Dopo un anno di pausa forzata dovuta alla Lingua Blu, domenica scorsa al Mercato coperto di Giubiasco è tornato l’appuntamento per gli appassionati dell’allevamento ovicaprino di razza: l’esposizione cantonale.

Qualche decina di esemplari in meno rispetto all’ultima edizione, quella del 2024, ma la varietà di razze alla mostra caprina è rimasta ugualmente elevata. C’erano infatti capre Camosciate, Saanen, Nere Verzasca, Striate grigionesi, Colombe, Toggenburger e Vallesane che domenica scorsa hanno sfilato nel “ring”: il praticello del mercato coperto diventato ormai urbano, ma che presenta ancora qualche traccia degli elementi rurali progettati per il bestiame nel 1937 dal noto architetto Mario Chiattone, come per esempio la sbarra di metallo per legare gli animali che su un lato delimita perfettamente il ring. L’esposizione è stata condotta da Thomas Hodel, giudice; Dante Pura, presidente della Federazione ovicaprina ticinese; e Luca Prestinari, presentatore e delegato della Federazione a livello nazionale.

La sfilata delle capre
Suddivise prima per razza e poi per categorie d’età, i gruppi di capre camminavano ad anello attorno al giudice Thomas Hodel, venuto in Ticino dal canton Lucerna. Lui le osservava con occhio attento e dopo aver valutato l’andatura, a una a una, le faceva posizionare in riga. Le migliori di ogni categoria d’età rientravano una seconda volta nel ring per determinare la campionessa di razza. Infine, la migliore di ognuna gareggiava ancora per essere eletta Miss dell’esposizione. Per Hodel non ci sono stati dubbi: «la Toggenburger dei Bettosini è la più bella: bel manto, giusti i colori, ottimi arti e linea dorsale, ottima anche l’attaccatura della mammella e la posizione dei capezzoli». Se per la scelta della Miss dell’edizione il giudice non ha avuto dubbi, un po’ più complicato si è rilevato assegnare i due premi di Miss mammella, rispettivamente a una capra di razza da latte e a una di altre razze. Per le razze da latte - dunque Saanen, Toggenburger e Camosciata - il giudice ne avrebbe volute scegliere tre: «Drei?!». «No, no, Nein, nein. Una sola!» hanno subito risposto Luca Prestinari e Dante Pura, «Schwierig… difficile», ha risposto Hodel prima di dare il premio a una Camosciata di Fabio Taddei. Mentre per la Miss mammella delle altre razze, dopo aver dato il riconoscimento a una Colomba dei Prestinari, il giudice non ha potuto fare a meno di complimentarsi con due Nere Verzasca, quelle di Eithlyn Stucki e Lina Martinoni, che presentavano però «due piccoli difetti». Eithlyn Stucki ha tra l’altro vinto i premi di campionessa di razza Nera Verzasca con ESTELLA - capra con cui aveva vinto lo scorso ottobre il riconoscimento di miglior esemplare nella categoria 36-48 mesi al Concorso nazionale di Nere Verzasca a Stans – e quello di Miglior becco, Mister dell’esposizione, con KASTOR.
«Total positiv»
«Sono rimasto molto sorpreso positivamente», ci ha spiegato al termine dei lavori di punteggiatura e premiazione, l’esperto e giudice della gara, Thomas Hodel: «buona l’organizzazione, molti i visitatori e le visitatrici, in generale è stato un successo». E gli allevatori e le allevatrici hanno lavorato bene? «Molto buona la disciplina degli allevatori così come la qualità degli animali». E c’è qualcosa in particolare che la ha sorpreso? «La grande varietà di razze, che è sempre un fattore molto positivo». «Il peccato» – e purtroppo non si può fare a meno di parlarne – «è che il numero di capre in Ticino è in calo a causa del problema del lupo. Ed è un gran peccato perché i ticinesi fanno i migliori prodotti lattieri di capra: ottimi formaggi».

Arieti: «Pochi ma ottimi»
I ricordi di quando al mercato coperto, di ovini, ce n’erano tanti, si allontanano sempre di più nel tempo. Oggi l’allevamento ovino sta vivendo uno dei periodi di maggior disincentivo di sempre. Con la segretaria della Federazione ticinese dei consorzi ovicaprini, Moira Schera, si chiacchierava dell’evoluzione. Senza nemmeno dover accennare al “problema lupi”: «lingua blu, programma federale di risanamento della zoppina, prezzo della lana ai minimi; per fortuna il prezzo della carne d’agnello tiene ancora», ha spiegato la segretaria e allevatrice. Il risultato è che ci sono sempre meno ovini. «Pochi ma buoni», anzi, «pochi ma ottimi»: ha commentato così Dante Pura, presidente della Federazione, durante la premiazione degli Arieti. Erano 16 gli arieti presenti alla mostra, tutti di razza Bianca Alpina tranne un Montone dalla testa bruna e un Texel. Ben dieci hanno ottenuto il punteggio massimo: tre esemplari di Flavio Derighetti, due di Massimo Ferrari, uno di Daniele Barenco e quattro di Beatrice e Prisca Ratti. Tranne un Montone dalla testa bruna della famiglia Ratti, erano tutti Bianca Alpina. Il titolo di Mister – si veda la foto di copertina – è nato a fine 2024 e appartiene alla famiglia Ratti.

L’allevamento di razza
Se, come mi ha spiegato Moira Schera, l’allevamento ovino di razza «è soprattutto una passione di allevatori con piccoli greggi, tenuti soprattutto come attività accessoria - anche perché per essere redditizi i greggi devono essere grandi e la registrazione dei capi comporterebbe un enorme lavoro», non è lo stesso per le capre, che provenivano in gran numero da aziende agricole di attività principale: Taddei, Scoglio, Bettosini-Zenucchi, Monaco, Prestinari,… «L’allevamento di animali di razza iscritti al libro genealogico dà all’allevatore maggiore sicurezza sulla genetica e sulla consanguineità», mi ha spiegato Luca Prestinari, «inoltre la Federazione si occupa dei controlli del latte e della valutazione genetica. Per questi servizi si paga una quota alla Federazione, ma nel contempo si riceve il contributo dell’UFAG per la tutela delle razze (tranne per la Camosciata)». D’altro canto, in Ticino si vedono anche tanti greggi misti, con incroci, in cui l’allevatore seleziona i propri capi in base a esigenze sue – come per esempio il carattere degli animali, il modo in cui si integrano nel gregge, le caratteristiche produttive che variano anche da individuo a individuo – non preoccupandosi dunque di iscrivere gli animali al libro genealogico. Si tratta di un approccio più incentrato sul proprio gregge, la propria realtà, rispetto all’approccio più ampio dell’allevamento di razza, che contribuisce a livello globale alla tutela delle specie.
CLASSIFICHE
Campionesse di razza
Miss di Nera Verzasca: ESTELLA di Eithlyn Stucky
Miss di Saanen: SUE di Chiara e Lorenzo Scoglio
Miss di Toggenburger: APPLE di Natascha e Pietro Bettosini-Zenucchi
Miss di Camosciata, BRUNA di Dino Ghidotti
Miss di Striata grigionese: NINA di Luca e Sara Prestinari
Miss di Vallesana: NAFTA di Paula Martinetti
Miss di Capra Colomba: LEXA di Luca e Sara Prestinari
Miss Mammella razza da latte la Camosciata PERNILLA di Fabio Taddei
Miss Mammella altre razze la Colomba LEXA di Luca e Sara Prestinari
Miss 2026 dell’esposizione
la Toggenburger APPLE di Natascha e Pietro Bettosini-Zenucchi
Arieti
Mister 2026 dell’esposizione: Ariete di Bianca alpina, NORWIN di Patrick Ratti
Becchi
Mister 2026 dell’esposizione: Becco di Nera Verzasca, KASTOR di Eithlyn Stucki
Le classifiche di tutte le categorie sono reperibili sul sito: www.agriticino.ch.
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