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Le asce prendono il volo

  • 14 ago 2025
  • Tempo di lettura: 5 min

Aggiornamento: 9 apr

Alla scoperta di uno sport che sta prendendo sempre più piede in Svizzera.


Sheila Cereghetti mentre lancia con precisione un’ascia.
Sheila Cereghetti mentre lancia con precisione un’ascia.

Quando in redazione hanno ventilato l’ipotesi di un articolo sul lancio dell’ascia, non ho avuto dubbi: volevo farlo io. Non sapendone niente, cosa c’è di meglio che imparare qualcosa di nuovo? Così contatto Davide Waber, presidente del club sportivo Sunnan Vindr di Salorino, che mi invita ad andare a trovarli durante il weekend di Erantica al castello di Mesocco, una rievocazione storica molto suggestiva alla sua prima edizione.

 

Il mio primo approccio con l’Axe Throwing quindi è stato a dir poco immersivo: tra cavalieri, duelli di spade e fabbri, trovo lo stand di lancio dell’ascia.

 

Vedendo le asce mi vengono subito in mente i vichinghi, che le usavano in battaglia, ed effettivamente non sbaglio di molto: i primi club sportivi di lancio nascono proprio da quelle parti, in Svezia negli anni novanta, dove è stato riconosciuto come sport nazionale. Da lì, si è diffuso a macchia d’olio in Europa e nel mondo, tanto che ormai esistono anche i campionati mondiali.


Quando chiedo a Davide come questo sport sia arrivato in Ticino, mi racconta che sono stati proprio loro ad introdurlo in Svizzera nel 2012. «Sono stati proprio Carlo Kneubühler, presidente del club fino all’anno scorso, e Sheila Cereghetti che insieme hanno provato per primi a usare un’ascia da competizione e deciso di fondare un primo club da cui poi è nato Sunnan Vindr. Poi da qui si è diffuso un po’ in tutta la Svizzera e adesso di club ce ne sono più di 12».

 

Un po’ di teoria

Ma in cosa consiste? «Il concetto è molto simile a quello del tiro delle freccette, solo che il bersaglio è un tronco di legno e le freccette delle asce a lama singola o a lama doppia. Tanti all’inizio sono un po’ intimoriti, pensano che sia uno sport pericoloso ma poi, provando, si appassionano». Ma scendiamo un po’ più nel dettaglio: «Il bersaglio è una fetta di tronco di 45 cm di diametro che viene montata su un treppiede o su una parete a 1,5 metri di altezza. Bisogna stare a 6 metri di distanza, misura che è stata calcolata per permettere all’ascia di fare un giro completo prima di colpire il bersaglio. Il tiro viene considerato valido se, completato il giro, la lama (o penna) che si trova “davanti” si conficca nel bersaglio, se invece entra con entrambe non è considerato valido. Nelle competizioni si hanno sei turni da sei lanci. Vuoi provare?»

 

Come dire di no, certo! E così mi ritrovo con in mano un’ascia piccola, di quelle a una lama; Davide mi spiega la postura e io, con una buona dose di fortuna del principiante, riesco pure a mirare il bersaglio. Le cose cambiano con l’ascia grande, dove invece mi scontro con la dura realtà: devo prima farmi i muscoli per riuscirci. Mi rimane comunque un barlume di speranza, perché a vincere più medaglie e premi di tutti in queste competizioni, non è un omaccione grande e grosso ma una ragazza come me: Sheila Cereghetti. E non abita dall’altra parte del mondo ma a Faido. Quando lo scopro, la prima cosa che penso è: la voglio conoscere!


 

Incontrare una campionessa

La incontro sul campo di allenamento di Faido dove si allena 1-2 volte alla settimana con gli altri membri del club. Ha un sorriso radioso e gli occhi profondi di chi ha tanti progetti da realizzare. E infatti mi racconta che lavora il cuoio (se volete dare un’occhiata, cercate Artasìn Atelier, realizza tutto a mano ed è bravissima), sta scrivendo un libro e, mentre si allena, noto le decorazioni della sua ascia, ricopiate da un’iscrizione di una nave vichinga. Come fa a fare bene così tante cose?

È appena tornata dalla Slovenia dove ha partecipato agli europei classificandosi terza.

 

«Sul podio femminile eravamo ben due svizzere, Lynn Grossniklaus di Rohrdorf è infatti arrivata prima. Nei primi due campionati le donne erano così poche che ho gareggiato con gli uomini» mi dice e mi racconta anche un aneddoto: «Pensa che una volta in Germania un partecipante ha lanciato così forte, che è riuscito a incastrare l’ascia nel bersaglio dalla parte del manico! Ma in questo sport non serve solo la forza, giocano un grossissimo ruolo tecnica e precisione», conclude.

 

Quando le chiedo come si allena mi racconta che ha iniziato con un’ascia piccola per poi aumentare dimensioni e peso e ora gareggia con quella più pesante di tutte, ben 2,4 kg, facendo un po’ di riscaldamento prima per sciogliere i muscoli.

 

«Questo sport per me è rilassante, mi ha aiutato tanto nei miei momenti di ansia. Se ci sono situazioni dove mi agita essere al centro dell’attenzione, quando tiro con l’ascia, anche nelle competizioni, mi tranquillizzo, anzi mi dà grinta. Inoltre si formano delle amicizie durature, si diventa come una grande famiglia, anche con i membri dei club di altri Paesi»

 

A proposito di famiglia, mi racconta insieme a Marika Waber che il membro più giovane del club è una ragazza di 14 anni che ha iniziato l’anno scorso con il papà, mentre il più anziano è un 86enne. «Abbiamo deciso di aumentare l’età minima da 10 a 12 anni per una questione di muscolatura. Avevamo dei ragazzini che si sono scoraggiati perché non riuscivano a lanciare abbastanza lontano», mi dice Sheila.

 

Al campo c’è anche una piccola e adorabile mascotte, la figlia di Marika e Davide, due anni di boccoli biondi che tutti coccolano tra un tiro e l’alto.

 

Il lancio dell’ascia durante la rievocazione storica a Mesocco.
Il lancio dell’ascia durante la rievocazione storica a Mesocco.

Anche per quanto riguarda la sicurezza mi accorgo che sono molto attenti, l’ascia rimane uno strumento da maneggiare con la dovuta attenzione. Prima di lanciare, controllano che non ci sia nessuno dietro e nei pressi della zona di lancio, prima di recuperare le asce tutti devono aver tirato. «Il giudice durante le gare non controlla solo che non si passi la linea demarcata per tirare e il punteggio ottenuto, ma è anche responsabile della procedura da seguire per la sicurezza del campo. Ovviamente durante le gare pubblico e partecipanti che non lanciano in quel momento rimangono dietro le transenne», mi aveva detto Davide al castello di Mesocco.


  Abbiamo parlato di tante cose con Sheila, e il tempo è passato fin troppo in fretta. Ora non mi resta che osservarla mentre si allena; di colpo è concentratissima, come se tutto il resto fosse scomparso intorno. Tiene l’ascia sopra la testa con due mani, nel frattempo oscilla un po’ avanti e indietro, e infine lancia. Primo lancio, primo centro. Davvero troppo brava!

 

Se questo sport vi ha incuriosito, non vi resta che venire a trovarli, a Salorino dove hanno la sede principale oppure a Faido, o scrivendo una mail a: sunnan.vindr@gmail.com


 Inoltre li potreste incontrare anche a vari eventi come Alnasca Challenge in val Verzasca o le feste di Redde a Tesserete. E a breve ci sarà anche il campionato svizzero che si terrà il 30-31 agosto presso la sede del club Les Lanceurs du Nord a Orges.

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