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Maggiore sicurezza alla piazza mercato bestiame di Cresciano

  • 12 dic 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 9 apr

Negli scorsi mesi è stato collaudato il nuovo percorso obbligato per i bovini e gli ovini condotti al mercato. Un cambiamento strutturale per garantire la sicurezza di tutti. L’intervento è sato realizzato a tappe nel corso del 2025 ed ha comportato costi per alcune decine di migliaia di franchi. «Così anche in presenza di animali abituati alla stabulazione libera, non così facili da condurre con la cavezza, si riduce di molto il rischio di incidenti».


Bovini condotti attraverso il nuovo percorso.
Bovini condotti attraverso il nuovo percorso.

A spiegarmi perché si è reso necessario quest’intervento è Andrea Bizzozzero, membro della Commissione Mercati Bestiame e che si è occupato dell’attuazione del progetto. «Non era più garantita la sicurezza con la piazza mercato com’era prima. Il numero di bovini a stabulazione libera è infatti molto aumentato negli anni: si tratta sempre di animali docili, ma non così facili da condurre con le cavezze. Per evitare che succedesse qualche incidente in cui si ferissero animali o persone, abbiamo dovuto creare un percorso prestabilito per permettere alle mucche di entrare, arrivare alla pesa e uscire, senza che fosse necessario l’intervento di terzi. «Adesso», prosegue Bizzozzero, «la mucca può arrivare fino alla bilancia, venir pesata, valutata dagli ispettori di Proviande, ed entrare nei box in tutta sicurezza». E quanto tempo ci è voluto per la realizzazione? «Alcuni mesi. Anche perché abbiamo deciso di procedere a tappe per poter prendere di volta in volta gli accorgimenti necessari; ci saranno ancora magari delle modifiche da fare in futuro, ma da quanto ho potuto vedere finora, mi sembra che stia funzionando piuttosto bene».


Tutto il percorso è costruito con ringhiere in tubolari d’acciaio orizzontali di circa un metro e 60 d’altezza che delimitano il percorso e una serie di cancelli e transenne fisse o semi amovibili. Le modifiche sono state piuttosto complesse perché tutto il sistema deve funzionare per i bovini ma anche per gli ovini. Il cambiamento più determinante è però senz’altro il corridoio che permette di condurre gli animali alla pesa, ancora Andrea Bizzozzero. «Prima bisognava portare gli animali a mano con la cavezza e tirarli fino al primo cancello, ma era sempre una situazione delicata. Si ammucchiavano le persone con le mucche, una si bloccava, un’altra spingeva e se poi ce n’era una con le corna, diventava una situazione piuttosto pericolosa. Per fortuna non s’è mai fatto male nessuno. Ma era necessario intervenire». E quanto è costata la realizzazione? «Non so ancora i costi di dettaglio, ma siamo attorno ai 60-70’000 franchi».


Come funziona il mercato bestiame

Tutti gli animali condotti dai trasportatori vengono in un primo momento scaricati e legati alle aste che si trovano nell’angolo a nord est della piazza. In seguito vengono pesati e stimati dagli ispettori Proviande e infine acquistati da un commerciante.


Un bovino durante la fase di pesatura.
Un bovino durante la fase di pesatura.

Quando ho partecipato al mercato c’erano circa una sessantina di bovini e il loro peso si aggirava tra i 600 e i 700 chili. Una volta pesati, gli ispettori di Proviande definiscono la tara, determinando quale percentuale può essere detratta, di solito tra il 4 e il 7%, in base a come è distribuita la carne sull’animale e a quanto ha mangiato, procedendo ad un esame visivo e ad uno tattile. In autunno, anche in considerazione del recente scarico degli alpi, venivano venduti soprattutto animali piuttosto magri, in seguito acquistati per essere ingrassati e macellati. Come mi hanno spiegato Ezio Pedrini e Giuseppe Fontana: «si tratta di bovine che hanno magari problemi con la qualità del latte, con mastiti che non si è riusciti a curare o che hanno abortito, ma la maggior parte sono bovine vuote, che non sono rimaste gravide». «È un buon momento questo per vendere», mi ha detto Ezio, «perché i prezzi sono davvero buonissimi».


Nella mattinata di mercoledì, il giorno dell’inaugurazione è filato tutto liscio. Ad occuparsi della registrazione dei capi c’erano, come sempre Eliane Jemini, ed Helen Morosoli, nei suoi ultimi giorni di lavoro sulla piazza mercato. Ma oltre a loro, agli allevatori, ai commercianti, e ai due ispettori di Proviande, c’era anche una classe di apprendisti macellai salumieri al secondo anno, accompagnati dal docente Elio Muscionico.


Vedere un capo ancora vivo, cosa comune negli scorsi secoli, è diventata ormai un’esperienza che pochi macellai hanno ancora l’occasione di fare.

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