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Ordinanze agricole 2026: i principali cambiamenti

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Dopo il periodo di consultazione da gennaio a maggio, in cui le organizzazioni interessate hanno potuto esprimere il proprio parere, il 28 ottobre il Consiglio federale ha approvato il pacchetto di ordinanze agricole che entreranno in vigore il 1° gennaio 2027. Tralasciando la questione dei redditi comparabili descritta da Sem Genini nell’editoriale di questa edizione, l’Unione Svizzera dei Contadini (USC) si è detta soddisfatta delle modifiche di legge.


Palazzo federale a Berna
Palazzo federale a Berna. Foto: Unione Svizzera dei Contadini.

Dopo le numerose richieste di una semplificazione del carico amministrativo da parte del settore agricolo, il Consiglio federale ha messo a punto una serie di modifiche di ordinanze che dovrebbero andare in quella direzione. La prossima tappa del processo di alleggerimento amministrativo è prevista con la Politica agricola 2030.


PER: analisi sulle parcelle, erosione e bilancio digitale rinviato

Per quanto riguarda l’Ordinanza sui pagamenti diretti, nell’ambito della PER (Prova che le esigenze ecologiche sono rispettate), l’UFAG comunica che «viene abrogato l’obbligo che almeno una volta ogni dieci anni tutte le particelle siano sottoposte ad analisi del suolo». Inoltre, le esigenze per evitare l’erosione nel quadro della PER sono abolite «a causa di doppioni», in quanto le disposizioni dell’Ordinanza contro il deterioramento del suolo «sono già sufficienti». In ambito fitosanitario, «vengono eliminate le limitazioni concernenti l’utilizzo di erbicidi in pre-emergenza e viene ampliata la gamma di insetticidi che possono essere utilizzati senza autorizzazione speciale». Infine, sempre in relazione alla PER, è stato posticipato al 2030 l’obbligo di utilizzare il bilancio digitalizzato delle sostanze nutritive. Fino ad allora l’utilizzo sarà su base volontaria.


Da tre SPB a una, trattamento in prati e pascoli e colture perenni

Tre tipi di Superfici per la promozione della biodiversità (SPB) saranno accorpati in un’unica voce. Si sta parlando di “Maggesi fioriti”, “Maggesi da rotazione” e “Fasce di colture estensive in campicoltura”, che dal 2027 saranno accorpati nel nuovo tipo di SPB “Maggesi e strisce”, con disposizioni di coltivazione e contributi uniformi. «Uniformandole», spiega l’UFAG, «si semplifica il compito sia dei gestori sia delle autorità preposte all’esecuzione», inoltre, «sono ora promossi finanziariamente dalla zona di pianura a quella di montagna II. Perché secondo le disposizioni vigenti finora i maggesi fioriti e quelli da rotazione non sono promossi nelle zone di montagna I e II». Poi, un’altra modifica recita che «è consentito l’uso di attrezzature per l’applicazione di erbicidi basata sul rilevamento – classificato come trattamento pianta per pianta – anche su prati e pascoli. Il presupposto è che siano omologate da Agroscope». Per quanto riguarda i Contributi per i sistemi di produzione, per le strisce per organismi utili vengono abrogate le limitazioni relative al termine per la semina nonché alla larghezza. Per quanto possibile, le esigenze relative alle strisce per organismi utili sono allineate anche a quelle relative al nuovo tipo di SPB “Maggesi e strisce”, nonché a quelle del programma “Sostenibilità della frutta” dell’Associazione Svizzera Frutta, che prevede che «nelle colture perenni, la quota di strisce per organismi utili per la quale vengono versati contributi, passi dal 2 al 10% della superficie». Poi, in relazione ai contributi per la rinuncia a prodotti fitosanitari nelle colture perenni, viene eliminata la durata d’impegno di quattro anni, consentendo la partecipazione su base annua, perché «a causa dell’instabilità climatica, da un anno all’altro la pressione esercitata dai parassiti varia. L’impegno a rispettare le condizioni per un periodo di quattro anni comporta un rischio per quanto riguarda la qualità dei raccolti e frena la partecipazione. Questa modifica offre maggiore flessibilità ai gestori nella scelta di partecipare». Infine, sempre riguardo alle colture perenni, il contributo per la gestione di superfici con mezzi ausiliari conformi all’agricoltura biologica viene soppresso con effetto al 2028, siccome «non ha effetti significativi sugli obiettivi correlati ai prodotti fitosanitari, vista la scarsa partecipazione registrata finora».


Fertilità del suolo

Sempre nell’ambito dei Contributi per i sistemi di produzione, nel quadro del contributo per una copertura adeguata del suolo, per gli ortaggi annuali coltivati in pieno campo si applicano le stesse esigenze delle colture campicole: «Questa uniformazione comporta una semplificazione della misura, in particolare per le aziende con colture orticole e campicole. Il contributo per gli ortaggi annuali coltivati in pieno campo è ridotto a 400 franchi». Mentre per il contributo per la lavorazione rispettosa del suolo, viene eliminata la quota minima del 60% di superficie coltiva aperta dell’azienda per la partecipazione al programma, siccome «ha effetti nel complesso positivi sull’ambiente, e l’eliminazione della quota minima consente la partecipazione di un maggior numero di aziende», senza dover più effettuare «calcoli complessi per arrivare al 60 per cento».


Pascolo a maggio e ottobre

Per le aziende di montagna, vengono adeguate le disposizioni in materia di uscita per il contributo URA (Uscita regolare all’aperto) e il contributo per il pascolo nei mesi di maggio e ottobre, «in modo che, se le condizioni della vegetazione non consentono ancora – rispettivamente non consentono più - l’uscita al pascolo a maggio e ottobre, gli animali non devono essere lasciati al pascolo». Durante questi due mesi il pascolo è facoltativo e vige lo stesso numero minimo di giorni di uscita stabilito per i mesi invernali. Infine, nel programma URA vengono precisate le esigenze relative alle superfici di uscita tra le stalle, e al loro interno, e viene aggiunta una disposizione derogatoria.


Nuovi boschetti, più costi e taglio ai contributi di eliminazione

All’interno dell’Ordinanza sulla terminologia agricola, una modifica introduce l’integrazione dei boschetti utili sulla SAU nella definizione di colture perenni: si tratta di «strisce di boschetti compatte» – da distinguere dai «boschetti rivieraschi e campestri» – che sono predisposti in modo mirato per la produzione agricola e gestiti di conseguenza. In questo modo si dovrebbero promuovere i progetti agroforestali e si abolisce l’attuale esclusione dei boschetti utili dalla SAU. Mentre nell’Ordinanza sulle tasse, sono aumentati alcuni costi per le aziende agricole: «per i controlli nel quadro del sistema del passaporto fitosanitario, all’azienda si addebitano una tassa di base annuale di 160 franchi (finora 100 fr.) e una tassa per l’esecuzione dei controlli di 130 franchi all’ora e per persona addetta al controllo (finora 90 fr.)». «Per altre attività di controllo in relazione all’ordinanza sulla salute dei vegetali, la tariffa oraria ammonta a 130 franchi (finora 90 fr.) e l’importo forfettario di trasferta (se rilevante) a 100 franchi». Per quanto riguarda le misure di lotta coordinate contro gli organismi nocivi, la misura di lotta contro la diabrotica del mais nelle regioni infestate viene modificata abrogando il divieto assoluto di coltivare mais dopo mais e consentendo di coltivare mais al massimo due anni consecutivi, «poiché la diabrotica del mais non è più un organismo da quarantena». C’è una novità anche nei contributi di eliminazione, il cui scopo è partecipare ai costi per l’eliminazione corretta e la valorizzazione di sottoprodotti di origine animale. I contributi per unità verranno ridotti in modo lineare del 4% circa, dunque, a titolo di esempio, la stima è che i contributi passino da 25 franchi a 24 per nascita e macellazione di bovini, e da 4,50 a 4,30 per nascita e macellazione di ovini e caprini. Questa riduzione si inserisce negli obiettivi di risparmio della Confederazione, per i quali «nel preventivo 2027 il Consiglio federale propone una riduzione di 3 milioni di franchi dei contributi di eliminazione, dagli attuali circa 48 milioni di franchi a circa 45». «È molto probabile», spiega l’UFAG, «che i macelli trasferiscano la maggior parte della loro perdita a livello di entrate sui fornitori di animali da macello, tra cui gli addetti all’ingrasso». «L’importo di 3 milioni di franchi risparmiato», aggiunge l’UFAG, «è destinato agli aiuti per la produzione vegetale».

Per il dettaglio di tutte le modifiche di legge, si rimanda al sito web dell’UFAG: www.blw.admin.ch/it > Politica agricola > Pacchetti di ordinanze > 2026.

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