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Quando la cooperazione fa la differenza

  • 11 lug 2025
  • Tempo di lettura: 6 min

Alla scoperta della funzione delle siepi e dell’esperienza di Seminterra.


Un codirosso sul mucchio di rami. Foto: Seminterra.
Un codirosso sul mucchio di rami. Foto: Seminterra.

 

Sono le dieci di una mattina d’aprile e io sono arrivata ai terreni di Seminterra a Gudo per capire il ruolo delle siepi nei terreni agricoli. Quello che ancora non so è che durante la mattinata imparerò molto di più.

 

Incontro Eric Vimercati e subito partiamo per un giro esplorativo; immediatamente la realtà della Cooperativa Seminterra mi affascina. Gli abbonati e i soci ricevono una cassetta di verdure su base settimanale o quindicinale, e acconsentono a fare tra le due e le quattro giornate all’anno di lavori nei campi. «In realtà diverse persone ne fanno molte di più, si formano amicizie e un senso di comunità qui che fa venire voglia di tornarci più spesso», mi racconta Eric. Infatti vedo una signora in pensione che viene tutte le settimane e sta trapiantando songino sotto serra insieme al bimbo di Eric. «Inoltre essere coinvolti sul campo significa anche vedere come crescono le piante, la fatica nel seguirle ma soprattutto la soddisfazione di raccogliere il frutto del proprio lavoro; anche rendersi conto di cosa succede quando qualcosa va storto in base alla stagione e ai parassiti». Anche Seminterra ha sofferto la grandinata dell’estate scorsa, «ma sono venuti in tanti ad aiutarci e in poco tempo siamo riusciti a ripiantare e ottenere comunque buoni risultati».

Le consegne subiscono un rallentamento invernale, dovuto alla diminuzione della produzione, che però viene compensato introducendo prodotti complementari come marmellate, candele in cera d’api e brodo vegetale.

 

Seminterra

La cooperativa nasce nel 2019 come progetto, su un terreno di 1’000 mq di Renzo Cattori; inizialmente le verdure erano destinate ad amici e parenti, ma dopo aver visto che l’idea funzionava, già nel 2020 si è deciso di espandersi alla dimensione attuale di 15’000 mq e la cooperativa può vantare ad oggi ben 300 soci e 110 abbonati. «Mentre le verdure stagionali hanno una crescita rapida, la cosa più importante per noi era impostare la configurazione di piante ad alto fusto e delle siepi, i cui effetti e risultati hanno bisogno di un tempo più lungo; certe piante da frutto, che abbiamo messo adesso a dimora, cominceranno a produrre quando i miei figli andranno a scuola». Questo mi fa venire in mente le sughere portoghesi, che sono un lascito per i nipoti, visto che ci mettono 50 anni prima di produrre sughero adatto a fare i tappi da bottiglia. E l’idea di lasciare qualcosa alle generazioni successive, in un periodo storico dove si sente così tanto parlare di quello che stiamo esaurendo a scapito di chi verrà dopo di noi, mi sembra proprio un bel messaggio.


Così, con questa idea in testa, nel marzo 2020 vengono messi a dimora su 200 metri di lunghezza qualcosa come 450 arbusti indigeni di 16 specie diverse, a formare una siepe che contorna tutto il lato nord-est del terreno. Arriviamo dunque a parlare di siepi.


Lavori sui campi. Foto: Seminterra.
Lavori sui campi. Foto: Seminterra.

 

Le siepi e gli alberi ad alto fusto

Eric è ingegnere ambientale di formazione, oltre che qui a Seminterra lavora anche come ornitologo per Birdlife Svizzera e Ficedula, occupandosi tra l’altro di consulenza presso le aziende agricole per aumentare la biodiversità negli ambienti agricoli.

«Un tempo era la norma avere tra i vari campi siepi e alberi, ora invece vengono quasi tutti tagliati per lasciare spazio a distese continue, dove i macchinari fanno meno fatica a passare. E se questo da un certo punto di vista è comprensibile, ci sarebbe comunque margine di manovra anche per lasciare dei punti dove poter reinserire delle siepi».


Qui a Seminterra la siepe ha tutte le caratteristiche ideali, distanza di 3 metri dal confine con striscia estensiva di prato, due file minimo di arbusti con specie autoctone, tra cui riconosco sambuco, biancospino e rosa canina. E poi la potatura a regola d’arte effettuata in base all’esigenza di ogni arbusto. «Il biancospino per esempio cresce molto velocemente, per questo bisogna potarlo perché non invada lo spazio dedicato alle altre specie» mi dice Eric «Qui posso dedicarmi capillarmente a mantenere la siepe nella maniera ottimale per favorire il ritorno di diverse specie animali. È come uno studio ideale per mostrare i risultati che si possono ottenere».

Quali sono i vantaggi per un campo nell’avere una siepe? «Prima di tutto il ruolo che gioca da frangivento, soprattutto qui nella piana di Magadino, dove il vento proprio non manca. E poi aumenta l’ombreggiamento in estate che può essere utile a certe colture che soffrirebbero il caldo eccessivo, ed è un buon sistema per trattenere l’umidità. Inoltre, in base al tipo di arbusto, c’è anche la possibilità di poter raccogliere le bacche per poter produrre marmellate, liquori, eccetera».

A Seminterra le sedici specie diverse di arbusti permettono di avere altrettante fioriture scalari che attirano anche insetti impollinatori. E proprio lì vicino fanno bella mostra delle arnie.

 

Uccelli e non solo

Lo sfalcio tra le siepi e le piante ad alto fusto. Foto: Seminterra.
Lo sfalcio tra le siepi e le piante ad alto fusto. Foto: Seminterra.

Allora parliamo un po’ di chi nelle siepi ci abita o ci passa. «Le siepi spinose sono l’habitat perfetto per l’averla piccola, che le usa per avere un appiglio dove infilzare le proprie prede, principalmente insetti, per conservarli e spezzettarli. Ed è per quello che abbiamo scelto arbusti come il biancospino e la rosa canina. Così trovano le condizioni ideali per continuare a nidificare in questa zona. Poi ci sono uccelli che la usano come riparo invernale, come la passera mattugia, o nel periodo migratorio. Il torcicollo invece usa le cavità dei vecchi alberi in ambiente agricolo per nidificare. Senza alberi ad alto fusto tante specie non avrebbero più dove vivere o nidificare. Anche il saltimpalo ha bisogno di posatoi come rami alti e pali».

Oltre agli uccelli, anche ricci, roditori, talpe, pipistrelli e insetti beneficiano della presenza di siepi e alberi ad alto fusto in ambiente agricolo. «E poi ci sono sempre più lucciole» mi dice Eric «anche perché effettuiamo uno sfalcio a mosaico, anche se sono consapevole che non è una cosa facile da introdurre per tutti».


Upupa alla ricerca di grillotalpa. Foto: Seminterra.
Upupa alla ricerca di grillotalpa. Foto: Seminterra.

 Impegno e promozione

Qui salta fuori anche un altro aspetto interessante: proprio passando dalla teoria alla pratica sul campo, Eric si è reso conto di quanto possa e

ssere anche laborioso mantenere le siepi, «soprattutto i primi anni quando gli arbusti possono essere soffocati dalle erbe che crescono in estate, abbiamo dovuto dedicarci un bel po’ di tempo. Non che questo mi dispiaccia, anzi lo faccio con grande piacere».

Oltre alla promozione di siepi e alberi in ambiente agricolo, Eric si occupa di promuovere altri interventi per aumentare lo spazio disponibile alle specie. «Interventi di dirado forestale, muri a secco, cumuli di rami e sassi possono dare rifugio a insetti, rettili e uccelli. Anche se non è la panacea per tutti i mali, bisogna ricordarsi che tanti animali ci possono aiutare in campo agricolo, le cinciallegre per esempio mangiano gli afidi, l’upupa il grillotalpa. Con questo non significa che con la presenza di un paio di cince il problema sia risolto, ma dopo un po’ si inizia a formare un equilibrio in cui anche i parassiti sono più facili da gestire perché diminuiscono».


Mantenere le siepi, lo sfalcio a mosaico e la manutenzione dei cumuli aggiungono però lavoro alle già tante ore che gli agricoltori spendono nei loro terreni. «C’è chi lo fa molto volentieri, e chi è ancora restio a prendere in considerazione questi accorgimenti, però la nostra esperienza qui spero convinca qualcuno in più a provarci». E se funziona a Seminterra dove tutti gli interessati spendono qualche giorno di volontariato nei campi, sarebbe bello se questo concetto si espandesse a macchia d’olio, investendo tempo nella cura degli ambienti agricoli e della loro biodiversità, dando un aiuto concreto e magari sgravando un po’ i contadini dal lavoro di mantenimento di siepi e cumuli.

Capisco che ultimamente la parola biodiversità viene usata così tante volte che per alcuni ha perso di significato. Ho sentito più di una volta dire che “si fa tanto chiasso per le zanzare e le mosche”. Ma proviamo a girarla diversamente questa idea della biodiversità. Immaginatevi un palazzo fatto di tantissimi stecchini intrecciati tra loro. Ne togliamo uno, due, dieci e non succede nulla, la nostra costruzione rimane più o meno intatta. Un giorno però ci sarà un bastoncino che se tolto farà cadere tutto. Ecco perché avere e mantenere “tanti stecchini” è importante, da un punto di vista molto egoistico, non abbiamo nessun’idea di quale sia, tra tutti, quello che farà cadere il nostro palazzo, e visto che dentro ci abitiamo anche noi, sarebbe meglio restasse in piedi. E sì, dobbiamo tenerci anche quelli fastidiosi che ci pungono in estate.

 

Foto: Seminterra.
Foto: Seminterra.

Vuoi entrare a far parte della rete di volontari di Seminterra e usufruire della cassetta settimanale di verdure o semplicemente saperne di più del progetto?

Trovi tutte le informazioni su seminterra.ch o scrivendo a info@seminterra.ch.

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