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Record di medaglie per il Ticino ai mondiali del formaggio

  • 21 nov 2025
  • Tempo di lettura: 4 min

Dalle valli agli occhi del mondo, il formaggio ticinese è riuscito a distinguersi tra i grandi nomi dei World Cheese Awards 2025. Il miglior formaggio del pianeta è un Gruyère.


Valutazione dei oltre 5’000 formaggi sui tavoli del Wold Cheees Awards.
Valutazione dei oltre 5’000 formaggi sui tavoli del Wold Cheees Awards.

«Cheese! Sorridi!»: la fotografia di Pius Hitz con in mano il suo Gruyère vincitore ha fatto il giro del mondo. Dal 13 al 15 novembre si è svolto alla Bernexpo il World Cheese Awards 2025, uno dei più grandi eventi internazionali dedicati al formaggio.


Si tratta di un concorso mondiale che da 37 edizioni riunisce produttori, casari, affinatori e giudici da ogni continente, per valutare e premiare le migliori specialità casearie e che, per la prima volta, ha trovato casa in Svizzera. Una Svizzera che non ha deluso le aspettative: il titolo di miglior formaggio al mondo è stato infatti assegnato al Gruyère DOP Spezial del caseificio Vorderfultigen (BE), capace di prevalere su oltre cinquemila formaggi concorrenti, provenienti da 47 Paesi, esposti su più di duecento tavoli. Inoltre, tra i primi dieci classificati assoluti figurano ben quattro formaggi svizzeri: l’Appenzeller del caseificio Ifang, il Gantrisch Bergkäse del caseificio Vorderfultigen e il Königs-Chäs Rezent di Rüttiberg Käse.


Prima ancora di conoscere i risultati, alla cerimonia inaugurale il consigliere federale Albert Rösti aveva ricordato, con ironia, la famosa domanda del presidente francese Charles de Gaulle: «Come si può governare un Paese con 258 tipi di formaggio?». «Eppure», ha aggiunto Rösti, «con oltre 700 varietà, la Svizzera funziona benissimo: il formaggio non è un problema… forse è la soluzione». Una battuta che esprime una verità profonda: il formaggio è cultura, identità, economia, alimentazione, paesaggio e innovazione.


Dieci medaglie per il Ticino

In questa cornice, anche il Ticino si è distinto sia in gara sia nello spazio espositivo grazie allo chalet dedicato proprio al Formaggio d’alpe ticinese. Nonostante una produzione più contenuta rispetto ad altre regioni, il Ticino si è aggiudicato ben dieci medaglie.


Il Super Oro l’ha vinto l’Alpe Cristallina. Mentre ad aggiudicarsi una medaglia d’Oro sono stati l’Alpe Campo La Torba in Val Lavizzara, già premiata nel 2019, e l’Alpe Cadonigo. Gli Argenti sono stati conquistati dall’Alpe Pian Segno in Valle di Blenio, dall’Alpe Vegorness in Verzasca e dal Merlottino e dalla Tremola del Caseificio del Gottardo. Completano il medagliere i Bronzi dell’Alpe Piora, l’Alpe Prato di Ambrì e, sempre del Caseificio del Gottardo, il Grottino.


«Questa forte presenza dei formaggi ticinesi sui tavoli del concorso è dovuta anche a un processo di selezione e affinamento centralizzato dei Formaggi d’alpe certificati DOP, in cui una realtà come Cetra svolge un ruolo di raccordo tra i produttori e i concorsi internazionali», ci ha spiegato il portavoce di Cetra Alimentari SA, Bruno Schiavuzzi. La cantina di affinamento della Cetra di Mezzovico è infatti uno dei punti in cui i formaggi vengono valutati, affinati e preparati in modo preliminare per le competizioni, permettendo anche a piccole produzioni stagionali di presentarsi con gli standard richiesti a livello globale. Proprio sei dei formaggi premiati sono stati infatti affinati e mandati al concorso da Cetra; tre quelli inviati dal Caseificio Dimostrativo del Gottardo e uno, quello dei boggesi di Cadonigo, presentato al concorso autonomamente.


L’Alpe Cristallina si aggiudica il Super Oro

Tra i protagonisti ticinesi, la storia più simbolica è forse quella dell’Alpe Cristallina. Solo un anno fa la produzione dell’alpeggio aveva conquistato un bronzo ai World Cheese Awards a Viseu in Portogallo, insieme all’Alpe Fortunei. Quest’anno, invece, il formaggio prodotto all’Alpe Cristallina dal casaro Guido Bernini sotto la supervisione di Alfredo Guscetti – di cui avevamo raccontato nell’Agricoltore Ticinese n. 43 – ha ottenuto il Super Oro, tra i massimi riconoscimenti assegnati dalla giuria. Per il neo-pensionato Guscetti, un modo eccezionale per “lasciare il segno” prima di scendere dall’alpe dopo oltre trent’anni come gestore e risalire in sella alla sua moto. Senz’altro una grande storia la sua. Nonostante il successo ottenuto da tutti i medagliati ticinesi non bisogna dimenticare che le stagioni alpestri sono sempre molto impegnative, tra difficoltà dovute alla manodopera, sfide organizzative e costi crescenti legati alla gestione in quota. Un contesto complesso fatto di grandi fatiche quotidiane che non va dimenticato. Ben vengano questi riconoscimenti che premiano uno sforzo comune. I complimenti vanno dunque estesi a tutte le persone che con il loro lavoro mantengono viva l’economia alpestre ticinese.


Cosa c’è dietro una medaglia?

Non si trattava solo di incoronare il migliore in assoluto. Come ha spiegato Bruno Schiavuzzi, che era anche giudice alla gara insieme a Jürg Dräyer e Leonardo Dräyer, di Cetra: «i formaggi non vengono confrontati tra loro per categoria, ma valutati singolarmente. Ogni prodotto è giudicato da più esperti, senza indicazioni sul nome o sulla provenienza, ma esclusivamente sulla base della scheda tecnica e delle sue caratteristiche sensoriali. A ciascun formaggio viene poi attribuito un punteggio»: un metodo che porta a un numero elevato di medaglie, premiando la qualità di molte produzioni differenti.


I concorsi internazionali come il World Cheese Awards nascono per dare visibilità ai formaggi artigianali, facilitare l’accesso a nuove reti commerciali e valorizzare la qualità tecnica dei prodotti. «La qualità non dipende da una medaglia, naturalmente», ha aggiunto Schiavuzzi «tuttavia, appuntamenti come i World Cheese Awards permettono ai formaggi ticinesi di farsi conoscere oltre i confini regionali, creando un valore aggiunto sia per chi produce sia per chi affina». La soddisfazione di una medaglia è indiscutibile, sicuramente motivo di orgoglio per produttori, gestori e per tutto il settore. Non a caso, la vittoria del Gruyère DOP Spezial è stata salutata come un riconoscimento all’intera filiera, come ha ricordato dopo la premiazione Olivier Isler, direttore dell’Interprofessione del Gruyère.

Gli americani potranno assaggiare il miglior formaggio del mondo?

Albert Rösti, presente all’inaugurazione al posto di Guy Parmelin, impegnato negli Stati Uniti in delicati negoziati, ha toccato un tema che pesa sempre di più sul settore e sull’intera filiera lattiera: l’accesso ai mercati esteri. Nei giorni successivi al concorso è infatti arrivata la notizia della possibile riduzione dei dazi statunitensi, attualmente fissati al 39% dopo l’aumento imposto lo scorso agosto: una novità che potrebbe allentare sicuramente la pressione sulle esportazioni svizzere. Alcuni prodotti lattieri torneranno a un’aliquota più bassa, come ad esempio lo Sbrinz che dal 39% dovrebbe tornare al 19%. Per il Gruyère, invece, che negli USA trova uno dei suoi mercati più importanti, il dazio non tornerà al livello precedente al 7 agosto, che era al 10%, ma resterà al 15%. Come ribadito da più parti, le trattative sono ancora in corso.

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