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UCT: si chiedono filiere corte, più considerazione e formazione continua

  • 13 mag
  • Tempo di lettura: 4 min

L’81esima Camera agraria ticinese è ormai a verbale. Sabato 2 maggio a Bellinzona hanno preso parola autorità e rappresentanti agricoli. Davide Cadenazzi lascia il comitato direttivo, subentra Edy Petraglio, viticoltore bio di Castel San Pietro.



Omar Pedrini, presidente dell’Unione Contadini Ticinesi e Sem Genini, segretario agricolo.
Omar Pedrini, presidente dell’Unione Contadini Ticinesi e Sem Genini, segretario agricolo.

Si potrebbe dire che la risoluzione presentata in primis dalla Federviti – quella che chiede una maggiore presenza dei prodotti locali negli eventi pubblici – abbia già ottenuto un primo riscontro. Il sindaco di Bellinzona Mario Branda l’ha infatti commentata durante il suo saluto di benvenuto alla Camera. Dopo aver ricordato ai presenti che la grande Bellinzona «è il comune ticinese con la maggior superficie vitata», a proposito della richiesta dell’assemblea contadina il sindaco si è espresso così: «Avete ragione a farlo. L’osservazione è giusta e ne terremo conto. Cercheremo di farlo ancora meglio considerando comunque che queste iniziative a volte si scontrano con un diritto federale, se non addirittura un diritto convenzionale di rango superiore, e potremmo venir censurati per il fatto di imporre l’uso di prodotti locali». Il presidente della Federviti cantonale, Davide Cadenazzi, quando ha preso parola a fine assemblea ha affermato che «prima di scomodare il diritto andrebbe scomodato il buon senso», perché come recita il testo della risoluzione, «i prodotti locali sono l’espressione di un territorio e della sua cultura, creati da persone che lavorano, vivono e interagiscono in – e per – quello stesso territorio». Si tratterebbe dunque del «miglior investimento per una filiera corta, economicamente, ecologicamente e socialmente sostenibile». Questa prima risoluzione, all’attenzione del Governo ticinese e di tutti i Comuni, non si limitava ai prodotti vitivinicoli, ma si riferiva anche a latticini, carni, ortaggi e altri prodotti locali.


Modalità e sistemi d’indennizzo più equi per i grandi cantieri

In totale sono state tre le risoluzioni approvate dall’assemblea. La seconda, che verrà inoltrata anche all’Ufficio federale delle strade, riguarda l’occupazione delle superfici agricole per i cantieri delle grandi opere. La Camera dell’agricoltura riconosce «l’importanza e i benefici collettivi» di queste infrastrutture, «ma spesso i cantieri e la necessità di disporre di spazi come aree di deposito o posteggi» – «praticamente sempre su superfici agricole verdi» – «avvengono in un orizzonte temporale di più anni e talvolta, a causa di calcoli errati, si estendono su superfici non preventivate (p.es. per il doppio tubo del Gottardo)». È vero, spiega la Camera, che «le aree utilizzate vengono indennizzate per l’occupazione e la mancata resa agricola, ma ciò non copre effettivamente le problematiche create». Il problema si aggrava a causa del fatto che «in Ticino la maggior parte dei terreni agricoli (l’82%) non è di proprietà delle famiglie contadine che li gestisce», e così «Le aziende agricole possono trovarsi private delle superfici su cui fanno affidamento senza avere voce in capitolo visto l’interesse pubblico preponderante».

Una situazione che si complica ancora di più «quando è in corso un trapasso aziendale, che sempre più spesso viene bloccato siccome i proprietari dei terreni speculano su tali situazioni e vogliono incassare loro direttamente i soldi; le aziende e i futuri gestori si trovano in grande difficoltà e l’intero processo può venire compromesso».

Edy Petraglio, nuovo membro di comitato UCT.
Edy Petraglio, nuovo membro di comitato UCT.

Maggiori risorse per la formazione continua

La terza risoluzione evidenzia l’importanza della formazione continua per le professioni agricole: «Nel settore agricolo la formazione continua, così legata alla pratica, è particolarmente importante data la grande varietà di pratiche e realtà produttive che essa include». La trasmissione di nuove tecniche, la sensibilizzazione e gli strumenti per rispondere alle sfide attuali, la risposta alle richieste del settore e la creazione di momenti di incontro e scambio tra i professionisti e le professioniste fanno parte della formazione continua, la cui offerta in Ticino è «attualmente di buona qualità ma può essere potenziata e resa più propositiva, oltre ad essere meglio coordinata». «Con poche risorse aggiuntive», ha spiegato l’assemblea, «si potrebbero ottenere risultati concreti in collaborazione soprattutto con il Centro Professionale del Verde di Mezzana». Il direttore del CPV Michele Fürst, al termine dei lavori assembleari, non ha nascosto la sua soddisfazione nel sentire che una risoluzione riguardasse il settore della formazione, ricordando poi ai presenti che si sta per concludere il primo ciclo del diploma federale per responsabili d’azienda, che oltre a fornire nozioni analitiche di gestione aziendale è necessario per poter formare apprendisti. A breve saranno aperte le iscrizioni al secondo ciclo.


Il mantra della sovrapproduzione e il dogma delle importazioni

Il presidente UCT Omar Pedrini, nel suo discorso d’apertura, tenuto come al solito in maniera spontanea e con l’unico ausilio della memoria e dell’esperienza, ha ripercorso i temi agricoli del 2025. Un’annata che ha definito «buona» ma soprattutto «per la mancanza di eventi meteorologici stravolgenti». «Tranne la vendemmia, che in alcune regioni ha registrato il raccolto più basso di sempre, gli altri settori hanno avuto buone rese e raccolti». Talmente buona la fienagione che poi si è scontrata con «quella che alcuni chiamano» sovrapproduzione di latte: «in un settore sempre più sotto pressione e che ancora non ha risposte». Non poteva mancare un accenno alle guerre che stanno facendo aumentare i prezzi di produzione «ma i cui costi maggiorati non si riescono a trasferire lungo la filiera e i produttori si ritrovano con gli stessi prezzi di vendita se non addirittura in calo». Di positivo c’è che «assieme alla Sezione dell’agricoltura siamo riusciti a ottenere un cambiamento sui rimborsi dei crediti agricoli. Siccome ora il grosso dei pagamenti diretti viene versato in giugno, adesso è possibile spalmare la restituzione dei crediti in due tranche». Non poteva infine mancare l’accenno agli indennizzi per mancanza di produzione, su cui Pedrini si è espresso anche ai microfoni della RSI quando gli è stata data l’opportunità di replicare alle dichiarazioni del Consigliere di Stato Christian Vitta che commentava che «la produzione di vino deve concentrarsi sulla qualità piuttosto che sulla quantità». E questo, va detto, in un settore in cui meno del 40% dei consumi è coperto da vini svizzeri. Per Pedrini c’è margine di manovra per agire sulle importazioni. Per Vitta un po’ meno. Il presidente UCT ha comunque ringraziato il Direttore del Dipartimento delle finanze e dell’economia per non aver effettuato tagli al budget agricolo cantonale.


I testi integrali delle tre risoluzioni sono consultabili sul sito: www.agriticino.ch.

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