Ul Murin da Curzönas
- 10 lug 2025
- Tempo di lettura: 6 min

La forza della natura. L’acqua che scorre fa muovere una ruota e l’energia prodotta, a sua volta, aziona gli ingranaggi che macinano il grano ed è così che la poesia si compie: l’oro giallo scende nei sacchi, le mani ne sono colme e la farina brilla sotto i raggi del sole.
A Curzönas (Corzoneso, in italiano) ora frazione di Acquarossa, dove il vecchio mulino è stato restaurato e rimesso in funzione a scopo didattico per far sì che le sue tracce non vadano perse nei tempi moderni, sabato 31 maggio c’è stata una gran festa che si è tenuta in occasione della Giornata Svizzera dei Mulini: una ricorrenza che si festeggia su tutto il territorio nazionale giunta alla sua venticinquesima edizione. Quest’anno all’evento hanno partecipato dodici mulini in Ticino e uno del Grigioni italiano: il mulino Aino a San Carlo. Per Corzoneso è stata una ricorrenza speciale perché esattamente dieci anni fa è stata fondata l’associazione Ul Murin da Curzönas per far rivivere, attorno alla macina, tutto il paesino di montagna. Il mulino, in funzione fino agli inizi del Novecento e poi abbandonato, è stato rimesso a nuovo grazie alla volontà di un gruppo di amici e all’aiuto degli apprendisti muratori del Centro di formazione professionale SSIC-TI di Gordola.
Il restauro del Mulino di Corzoneso compie 10 anni
Sul posto incontriamo Paolo Donetta che, oltre ad essere il presidente dell’Associazione, è anche agricoltore. «Scusa se sono arrivato con un attimo di ritardo per l’intervista, ma avevo le mucche e la stalla da gorvernare prima di raggiungere la festa», esordisce mentre mi fa entrare nella sala in cui il comitato, accompagnato da un bel gruppo di volontari, sta preparando il Formaggio d’Alpe da distribuire durante il pranzo. La festa non è ancora iniziata e tutto è già quasi pronto. C’è un andirivieni di persone affaccendate a portare in tavola, oltre ai formaggi d’alpe stagionati, anche le crostate gialle dalle superfici ricoperte da succulente conserve rosse e arancioni.
Il paese di Corzoneso è in movimento, le signore che si affacciano sull’uscio del salone dove stiamo parlando portano biscotti arrotolati fatti in casa ricoperti da pellicole trasparenti. «Come vedi», mi spiega Paolo, «il mulino di Corzoneso unisce la popolazione. Siamo in pochi, ma tutti danno una mano per questa festa». Una ricorrenza importante quest’anno perché va a sottolineare il lavoro di dieci anni di attività di un comitato che si è formato quasi per gioco. «Non è stato proprio per gioco», sorride Paolo, «ma inizialmente l’ho buttata sul ridere, ho lanciato l’idea a quattro amici e infine l’abbiamo concretizzata».

La storia dell’Associazione “Ul Murin da Curzönas” è andata un po’ così. «Sai, inizialmente era solo “una rudera”, o meglio una discarica, come si dice in italiano. Al posto di un mulino sembrava che ci fosse un deposito di inerti. Non ci si accorgeva che sotto tutto quell’ammasso di rifiuti depositati negli anni al mulino c’era un tesoro». Per questo motivo Paolo Donetta ha lanciato l’idea di rivitalizzare il posto restituendolo all’antico splendore e oggi grazie a impegno e perseveranza, il mulino è stato riportato alla luce da un comitato affiatato, ed è lì da ammirare.

Come si sono svolti i lavori
«Inizialmente abbiamo preso spunto dal mulino nella zona della Breggia», mi spiega Paolo , «e poi ci siamo fatti aiutare. Per le ricerche e i consigli sugli artigiani da contattare e per il restauro dall’architetto Thomas Meyer, che aveva già curato e allestito la mostra “Dal mulino alla cartiera” presente nell’edificio annesso al Mulino di Bruzella». L’esordio è stato facile. «Inizialmente pensavamo di non trovare riscontro da parte della popolazione e invece ci sbagliavamo», spiega ancora Paolo, «con il primo volantinaggio abbiamo raccolto ben 320 adesioni da parte dei soci». Questo ha dato avvio ai lavori in pompa magna. «Non abbiamo più avuto dubbi, ci siamo resi conto che la popolazione desiderava, come noi del resto, rivedere il mulino in funzione». E le adesioni, sottolinea Paolo, non sono arrivate solo dalla gente della Valle ma anche dalla Svizzera tedesca. Un grande slancio che ha portato, anche grazie alla costituzione dell’Associazione, all’inizio dei lavori nel 2015. «Lavori che sono stati eseguiti a tappe, la prima e forse la più importante, è stata svolta dagli apprendisti muratori della scuola di Gordola che si sono occupati di restaurare tutta la parte del perimetro dello stabile e del lavatoio con la lavorazione del sasso».
Anche se sicuramente non va dimenticato tutto il lavoro di smaltimento rifiuti che c’era da fare prima della ricostruzione. «In tanti ci hanno aiutato nello smaltimento dei rifiuti che erano stati depositati negli anni, e fortunatamente», sottolinea Paolo, «sotto a tutto quell’ammasso di accumuli di anni abbiamo trovato le macine originali». Un ritrovamento che ha dato un grande slancio di ottimismo a tutti nel proseguire i lavori. «Purtroppo però non c’è stato modo di ritrovare la ruota originale e nemmeno una fotografia abbastanza nitida per poterne ricavare un modello», spiega ancora Paolo, «Però, sempre grazie ai consigli dell’architetto Meyer, siamo stati in grado di farla ricostruire da un falegname esperto che lavora in Valle Rovana. Si tratta della falegnameria Germano Beroggi di Cerentino». Una ruota in legno che può sì consumarsi nel tempo, ma come è giusto che sia: «andrà poi cambiata da chi si occuperà del mulino dopo di noi», conclude Paolo.

E poi è arrivato il momento in cui bisognava pensare a portare di nuovo l’acqua al mulino. «Un’azione non tanto semplice, pensando anche alle difficoltà legate ai periodi estivi: bisognava avere abbastanza acqua sia per i pesci del nostro ruscello, sia per il mulino». Per questo il Comitato del Mulino si è avvalso di un espediente e ha creato un canale sotterraneo con l’aiuto della ditta Muttoni.
«E poi un altro espediente», mi rivela Paolo, «è l’utilizzo dell’energia elettrica, in caso di bisogno, per far funzionare le macine». Sì, perché lo scopo principale del mulino di Corzoneso è quello didattico «e per questo motivo è giusto che ogni qual volta un gruppo di scolaresche, oppure di visitatori, vuole venire a vedere, il mulino possa essere messo in funzione».
Oltre alle visite guidate, sempre a scopo didattico, il Comitato del Mulino di Corzoneso ha anche allestito un piccolo campo di mais. «Una piccola produzione di mais che viene utilizzata soprattutto per insegnare ai bambini delle scuole della Valle come veniva coltivato».
Progetti per il futuro del mulino
Il comitato de “Ul Murin da Corzönas” è composto da Paolo Donetta, presidente, Gianni Pettinari, vice presidente, Elektra Apolinari, segretaria, Michela Donetta e Giuseppe Donetta. È un gruppo affiatato che si riunisce sempre al bisogno. Le principali attività del mulino sono le visite guidate, «quest’anno ci sono state 13 scolaresche in visita», mi dice Paolo, la festa della Giornata Svizzera dei Mulini che si è appena svolta lo scorso 31 maggio e la festa di San Nazzaro che si svolgerà l’ultima domenica di luglio con le porte aperte al mulino. In settembre, sempre l’ultima domenica del mese, ci sarà proprio la festa del mulino di Corzoneso.
Per visitare il mulino, da aprile a novembre, bisogna tenere conto che ci si può recare con gruppi di al massimo 30 persone, prenotando la visita via mail oppure telefonando ai seguenti recapiti: mobile 079 855 04 82, mail ulmurin@gmail.com, www.ulmurin.ch.
Il costo è di 150.- franchi e il punto di ritrovo è sul posto. La prenotazione è obbligatoria.
«Per ora non voglio svelare niente, ma abbiamo ancora tanta carne sulla brace. Le idee non ci mancano», sorride Paolo mentre cerca di nascondere ciò che vorrebbe ancora dire sul futuro del mulino. Ma una cosa, prima di andarsene a lavorare con i suoi colleghi alla festa del 31 maggio, Paolo ce la svela: il Comitato vorrebbe trovare un deposito in cui poter stoccare e congelare la farina prodotta al mulino e per questo ci affida l’appello che rivolgiamo ai nostri lettori.

Non ci resta che aspettare la prossima manifestazione oppure attendere il prossimo anno per andare alla Giornata Svizzera dei Mulini per vedere quali saranno le novità. Quest’anno oltre a poter visitare il mulino e il mercatino con prodotti artigianali e alimentari nostrani erano presenti i Corni da Curzönas, il Duo grande di Morcote e il Circowow con i giochi di una volta.
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