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Una buona stagione segnata dalla massiccia presenza della Popillia Japonica

  • 29 ago 2025
  • Tempo di lettura: 4 min

Quest’anno la presentazione dell’annata viticola si è tenuta giovedì 28 agosto presso la Cantina Caprara a Biasca. «Si preannuncia una buona vendemmia, sia in termini qualitativi che quantitativi, con una stima di raccolto globale di uve che oscillerà tra i 55’000 e i 58’000 quintali». Da registrare, nel Mendrisiotto e nel Luganese, la netta crescita di attacchi di Popillia japonica. Proseguono la lotta agli ungulati e le difficoltà del mercato.


Foto archivio Agricoltore Ticinese.
Foto archivio Agricoltore Ticinese.

Un leggero anticipo sulla maturazione

Quest’anno i prelievi per i controlli di maturazione, come testimoniato dalla pubblicazione sulle pagine dell’Agricoltore Ticinese, sono iniziati lunedì 18 agosto, otto giorni prima rispetto al 2024. «Si è registrato un anticipo di maturazione che lascia prevedere un inizio della raccolta delle uve per la produzione di vini rossi verso la metà di settembre», così ha detto Davide Cadenazzi, presidente della Federviti cantonale. «E alcune uve, soprattutto quelle per vinificazioni in bianco o per spumanti, sono già in Cantina. Sono infatti state vendemmiate a partire dal 23 di agosto». Il carico dei vigneti risulta eterogeneo nelle diverse zone del cantone. Ad aver inciso sono state soprattutto le precipitazioni di inizio giugno che, in alcune zone, hanno compromesso in parte la fecondazione dei fiori e costretto i viticoltori a un numero maggiore di sfalci.


Nel dettaglio: nel Bellinzonese, «i grappoli risultano comunque di dimensioni e allegagione sufficienti». Nel Luganese, dove la fioritura è avvenuta nella settimana di forti piogge di giugno, si sono invece registrati fenomeni di acinellatura (uno sviluppo disomogeneo degli acini nel grappolo, ndr) e, sempre nel Luganese vanno segnalati i forti danni subiti dai vigneti tra Trevano e Vezia durante la grandinata e i forti venti dell’ultima settimana di luglio». Nel Locarnese invece le precipitazioni di inizio giugno «hanno condizionato il livello di produzione, in particolare nella parte alta della sponda destra del Piano di Magadino». Da segnalare inoltre l’incremento di vigneti poco curati o in stato di abbandono che favoriscono la diffusione di neofite invasive. «Nel Mendrisiotto, la produzione dovrebbe collocarsi nella media, anche se il carico risulta eterogeneo, condizionato soprattutto dalle piogge di inizio giugno». Per concludere con Biasca e Valli, dove «la leggera grandinata di fine giugno non sembra aver avuto ripercussioni né sulla quantità, né sulla qualità dell’uva».

 

La Popillia Japonica sta diventando un flagello

Gli attacchi di Popillia sulla parte alta del fogliame sono stati un problema rilevante sia nel Mendrisiotto sia nel Luganese. «Per contenere i danni fogliari, i viticoltori hanno dovuto ritardare le cimature, cosa che ha generato alcune difficoltà nella gestione agronomica e fitosanitaria», sempre Davide Cadenazzi. Quest’anno infatti il periodo di volo dell’insetto è stato particolarmente lungo: è iniziato precocemente e si è protratto fino a stagione inoltrata. «Dove ha fatto più danni, sulle nuove femminelle si è poi manifestata la Peronospora». Anche se «solo le piante con un forte danno subiscono uno squilibrio vegetativo che può compromettere la maturazione dell’uva», nei vigneti più colpiti le viti si presentavano quasi completamente defogliate e si sono registrate perdite di produzione anche importanti. Al di là del danno economico a corto termine, che «può essere parzialmente gestito cambiando gli obiettivi di vinificazione», ha proseguito Cadenazzi, «a preoccupare è soprattutto la protratta perdita fogliare che indebolisce le piante, rendendole più suscettibili ad altre malattie». La Popillia sta sempre più diventando un problema nazionale e sarà al centro della Giornata del viticoltore che si terrà venerdì 7 novembre al Centro di istruzione Protezione civile di Rivera.

 

Il prezzo di riferimento resta di 4.20 franchi al chilo

«Il gruppo di lavoro prezzi si è riunito il 4 agosto e sulla base delle decisioni dello scorso anno, si è mantenuto il prezzo di 4.20 Fr/Kg per le uve in media cantonale. Per le produzioni di Blanc de Noir con uve Merlot, Bondola e Pinot Noir è stato invece concordato il prezzo di 4.20 Fr/Kg fino a una produzione di 1kg/m2, lasciando però un margine di contrattazione fino a 1.2 kg/m2 tramite accordi privati tra viticoltore e Cantina acquirente».

Come sottolineato da Davide Cadenazzi, si tratta di un buon risultato, perché «nonostante il settore accusi dei problemi nella vendita la buona collaborazione tra le famiglie della filiera ha fatto sì che si potessero mantenere le condizioni dello scorso anno.

 

Buona collaborazione con l’Ufficio caccia e pesca e il Servizio fitosanitario cantonale

In primavera un comitato allargato comprendente Federviti, Unione Contadini Ticinesi, Società agricola del Mendrisiotto e Sezione dell’agricoltura ha incontrato la direzione dell’Ufficio della caccia e della pesca (UCP). «Si è lavorato, in un clima aperto e costruttivo e disposto a trovare soluzioni», ha riferito Cadenazzi. Nel 2024 gli ungulati hanno causato danni ovunque, in particolare nel Mendrisiotto. E gli indennizzi al settore agricolo hanno superato il milione e mezzo di franchi, la maggior parte dei quali destinati alla viticoltura. L’invito a tutti i viticoltori è quello di «verificare lo stato delle recinzioni regolarmente e attivarsi presso l’UCP per annunciare tempestivamente i danni subiti».

Continua inoltre la proficua collaborazione con il Servizio fitosanitario cantonale per l’organizzazione dei corsi per l’ottenimento del patentino. Tutti i dettagli dei corsi sono reperibili sul sito del Servizio fitosanitario, cliccando su Autorizzazione speciale per l’utilizzo dei prodotti fitosanitari in fondo alla pagina. I prossimi corsi si terranno il 2-3.12 (esame 9.12) e 10-13.3.2026 (esame al 16.3).

 

Mercato e sfide future

Se sul fronte della produzione le notizie sono tutto sommato buone, continua la diminuzione delle vendite di vino. «Per il momento il Ticino tiene il colpo», ha sottolineato Cadenazzi, «ma il timore di Federviti per ripercussioni in un prossimo futuro su prezzo e produzione c’è». Queste considerazioni emergono anche alla luce dell’incontro tenutosi a Berna tra la Federazione Svizzera dei viticoltori (Vignobles Suisse), IVVS, gli Uffici di diversi cantoni, convocati dal Consigliere federale Guy Parmelin con rappresentanti del Dipartimento federale dell’economia (DEFR), l’Ufficio federale dell’Agricoltura e della Segreteria di Stato dell’ecomonia. Durante l’incontro sono emerse preoccupazioni fondate per il settore e la necessità di agire con misure concrete. Verrà istituito un gruppo di lavoro a livello nazionale, che interagirà direttamente con il DEFR.

L’obiettivo principale di Federviti è fare tutto il possibile, in collaborazione con i diversi attori del settore, «per evitare che venga colpito il reddito dei viticoltori, già eroso dalle ultime vendemmie che sono risultate ridotte e con maggiori oneri da rispettare».

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